Via Beccafumi, Capitani: “Terreno privato dove incuria dura da anni Percorso avviato per sistemare scarpata e realizzare parcheggio a raso”

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Durante il Consiglio comunale di oggi martedì 14 aprile, fornita la risposta all’interrogazione del consigliere Luca Micheli (Pd)

Data:

14 aprile 2026

Data scadenza:

15 giugno 2026

Tempo di lettura:

4 min

MICHELI LUCA
MICHELI LUCA

Descrizione

Una zona abbandonata da anni sulla quale l’amministrazione comunale procede con opportune valutazioni, per arrivare a un intervento puntuale in tempi rapidi. Così il Vicesindaco del Comune di Siena, Michele Capitani, ha risposto all’interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, martedì 14 aprile, dal consigliere del gruppo Partito Democratico, Luca Micheli, sullo stato della scarpata prospiciente via Beccafumi.

La situazione attuale – ha detto Capitani - ha visto la necessità di installare presidi temporanei (ponteggi a protezioni con tavolati e reti) al fine di scongiurare scivolamenti del solo terreno di riporto e della vegetazione soprastante, ed è emersa a seguito di una prima pulitura delle vegetazione infestante (edera) che aveva ricoperto il versante completamente, dopo anni di incuria dei precedenti proprietari. Preme infatti precisare che da circa un anno e mezzo il terreno, che è sempre stato di proprietà privata, ha avuto un avvicendamento di proprietà con la quale l'amministrazione ha preso subito contatti finalizzati a capire quale destinazione coniugava l'interesse pubblico e quello privato, atteso che da Piano operativo vigente l'intervento ammesso è la mera manutenzione straordinaria del fabbricato esistente dirupo (ex marmifera) che avrebbe comportato comunque l'insistenza di 300 metri quadrati a ridosso delle mura”.

L’attuale proprietario – ha proseguito Capitani -, nell’ambito delle proprie responsabilità e spese ha proceduto a tale attività preliminare, con cui si è verificata la necessità di provvedere con un intervento di messa in sicurezza dell’intero versante in maniera permanente, anche alla luce di una futura riqualificazione dell’area della ‘ex marfimera’ sotto le mura e la cui destinazione finale sarà un parcheggio a raso di tipo privato con abbattimento della volumetria ora esistente”.

L’intervento effettuato – ha spiegato - ha necessitato di rilievi laser scanner e di indagini geosisimiche per verificarne la stabilità eventuale e la redazione di progetti di intervento proprio con strutture meno invasive e più pertinenti con il contesto paesaggistico e monumentale. Per raggiungere l'obiettivo urbanistico condiviso (parcheggio a raso privato) deve però preliminarmente essere effettuata una valutazione con la Soprintendenza relativa alla fattibilità dell'intervento (e mi riferisco anche alla fattibilità della demolizione che è condizione importante anche per la messa in sicurezza della scarpata). In secondo luogo la nuova destinazione a parcheggio a raso è, al momento, una nuova previsione da realizzare tramite proposta di variante urbanistica di tipo semplificato, visto che siamo all'interno del territorio urbanizzato. Ovvio però che per la demolizione non dovremo comunque attendere i tempi del completamento della variante, ma concordare con Soprintendenza e uffici comunali le modalità di intervento in un punto delicato, atteso che si tratta di un intervento di tipo edilizio e non urbanistico”.

Capitani ha concluso il suo intervento affrontando l’eventuale criticità qualora non dovesse arrivare un accordo con il privato: “Il Comune, come da ex articolo 54 del Tuel può ordinare al privato soltanto i lavori di messa in sicurezza e può sostituirsi al privato per eseguirli, riversando sullo stesso le relative spese, solo se questo poi non adempie all’ordinanza. Nel nostro caso, i lavori di messa in sicurezza sono stati fatti dal privato come sopra illustrato, proprio a seguito delle interlocuzioni che l’amministrazione ha da subito imbastito con lui al fine per evitare situazioni di pericolo. Sono in corso ulteriori interlocuzioni con il privato che si è manifestato disponibile a eseguire anche lavori permanenti e che tutto sta andando di pari passo con l’obiettivo dell’amministrazione di ottenere una piena riqualificazione dell’area, che prevede, come detto, l’abbattimento della ‘ex marmifera’ e la realizzazione al suo posto di un parcheggio a servizio della residenza. Infine sulla chiusura della strada: ha già preso contatto con la Polizia Locale per organizzare la viabilità quando verrà dato il via al cantiere, in modo da limitare i disagi, evitando per quanto possibile la chiusura della strada che in ogni caso dovrebbe essere ridotta al minimo proprio grazie alla demolizione (anche parziale) che consentirà un accesso alla scarpata anche dall’alto. Proseguiremo con i colloqui con la proprietà, sperando di riuscire in tempi rapidi di dare una destinazione finale congrua e apprezzabile a una zona della città abbandonata da decenni”.

Il consigliere comunale Luca Micheli (Pd) si è dichiarato “parzialmente soddisfatto. Mi fa piacere che ci siano interlocuzioni e un contatto stretto con il privato, perché si tratta di una zona che merita attenzione dato che siamo attaccati alle mura storiche. Ci sono delle cose, però, che non ho ben capito: la mia interrogazione si focalizzava sulla parte della scarpata, non tanto sulla struttura sovrastante, e il lavoro effettuato è visibile ma non gradevole; rispetto a dicembre, ad esempio, la situazione è ulteriormente peggiorata perché i teli bianchi posti a parziale copertura dei tubi innocenti svolazzano per il deterioramento. Al di là delle interlocuzioni, cercherei di dare la precedenza alla pulitura anticipata della scarpata e alla sua messa in sicurezza, per evitare concomitanze con ulteriori passaggi e interventi che farebbero perdere ulteriore tempo. E’ vero che la parte più alta, probabilmente, è indecorosa, ma è altrettanto vero che la parte più bassa è quella più visibile a tutti, compresi i visitatori a cui sarebbe opportuno fornire un’adeguata immagine della città e su cui si concentrano le mie attenzioni in questa circostanza. Obiettivamente, il ponteggio è brutto e occorre intervenire quanto prima”.

Ultimo aggiornamento

14/04/2026, 11:20

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