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Le vedute di Siena nella grande editoria dell'Ottocento

Giovedi' 15 novembre 2007 Ore 17.00
Le Vedute di Siena nella grande editoria dell'Ottocento

Relatore: Ettore Pellegrini

Dopo una breve disamina sul concetto di vedutismo e sulla sua origine, il relatore si occuperà del genere Veduta centralizzando il discorso sull'iconografia senese dell'Ottocento e sul suo riconoscimento dal punto di visto storico e critico dall'inizio del Novecento.
Di seguito riportiamo un passo tratto da I Vedutisti di Giuliano Briganti:

"Alla diffusione e alla fortuna della veduta, che è quanto a dire al crescere e moltiplicarsi dei vedutisti, contribuirono, come è naturale, fattori di ordine esterno che sono del resto anche alle origini stesse del "genere" identificandosi con le ragioni del suo precisarsi in senso topografico. Se ci si avviò sempre più nella direzione della veduta esatta e documentaria ciò avvenne quando le richieste divennero sempre più frequenti in tal senso, specialmente con il crescere a Roma e a Venezia delle commissioni da parte di stranieri. Un tipo di commissione che aveva anche i suoi lati spiccioli, le sue pratiche di piccolo commercio, che non presupponeva cioè da parte dei committenti una cultura di carattere umanistico o la coscenza, derivata dalla cultura o dal sentimento, della passata grandezza. Non si ricercavano cioè raffigurazioni ideali o simboliche ma solo esatte raffigurazioni dei luoghi più famosi, più caratteristici, più facili a ricordare." (Giuliano Briganti, 1969)