Terzo di San Martino - Comune di Siena

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Terzo di San Martino

Terzo di San Martino e Piazza del Campo

siena

Itinerario: Piazza del Campo, Torre del Mangia, Palazzo Pubblico, Fonte Gaia, Via Banchi di Sotto, Palazzo Piccolomini, Logge del Papa, Porta Pispini, Basilica dei Servi, Via di Salicotto, Piazza del Mercato e Valle di Porta Giustizia.

Piazza del Campo

E’ il cuore della città, qui il 2 luglio ed il 16 agosto di ogni anno, si corre il Palio: la corsa di cavalli preceduta da uno splendido corteo storico.Alla fine del Duecento, i Nove Signori, che governavano la città, costruirono il Palazzo Pubblico che fu inaugurato, secondo la tradizione, nel 1310. Tutti gli altri edifici dovevano seguire una regola (1297) che vietava di costruire balconi e prevedeva finestre bifore o trifore. Si tratta di uno dei primi documenti di urbanistica del mondo. Dal numero dei governanti derivano i nove spicchi della piazza che assume una suggestiva forma a conchiglia. Nel punto più basso c’è il “gavinone”, un’apertura chiusa da una grata in bronzo simile a un cespuglio e eseguita da Massimo Lippi.

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Torre del Mangia

Il nome curioso della Torre (1325-1349) dipende all’enorme stipendio del campanaro Giovanni di Duccio detto Mangiaguadagni. Alla sua morte lo sostituirono i senesi lo sostituirono con un automa di legno, poi di metallo e infine di travertino. I resti di quest’ultimo sono visibili nel Cortile del Podestà, all’interno di Palazzo Pubblico. Salendo oltre 400 gradini fino alla sommità della torre (87 metri) si gode uno spettacolare panorama della città.

Palazzo Pubblico

Simbolo dell’indipendenza e della ricchezza di Siena, è uno dei più importanti esempi di architettura gotica civile nel mondo. Il Palazzo è uno scrigno di capolavori d’arte. Alcune delle sale più belle appartengono al Museo Civico e sono aperte al pubblico: la sala del Mappamondo con la conquista del castello di Giuncarico ultima opera di Duccio di Buoninsegna (1315 - 1320), la Maestà (1315-1321) e il Guidoriccio (1328 - 1329) di Simone Martini. Ci sono la Cappella interna, la Sala del Concistoro e la Sala della Pace con le immagini del Buono e Cattivo governo affrescate da Ambrogio Lorenzetti (1338-39) dove è possibile vedere la città medioevale con le sue botteghe e i suoi artigiani. Al centro dell’Allegoria del Buon Governo, una donna vestita di bianco distesa su un’armatura è l’emblema universale della Pace scelto dall’Unesco.

Fonte Gaia

Il nome ricorda la gioia dei senesi per l’arrivo dell’acqua al centro della città nel 1346, dopo quasi dieci anni di scavo per creare un “bottino” cioè un lunghissimo acquedotto sotterraneo voltato a botte. All’inizio del Quattrocento la Fonte trecentesca fu sostituita da quella di Jacopo della Quercia i cui marmi originali sono ora nel Complesso museale del Santa Maria della Scala. L’attuale fonte Gaia è una copia di Tito Sarrocchi (1869) ed è spostata di dieci metri rispetto alla prima per centrarla sulla piazza.

Palazzo Piccolomini e Logge del Papa

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Progettati rispettivamente da Bernardo Gambarelli detto il Rossellino e Antonio Federighi costituiscono due splendidi esempi di architettura rinascimentale costruiti per la famiglia del Papa umanista Pio II Piccolomini (1405-64). Nel palazzo, al n. 52, ha sede l’Archivio di stato, dove sono conservate le Biccherne, 103 copertine dei libri contabili del Comune (XIII - XVIII secolo) in cui sono raffigurati i maggiori eventi di ogni anno. Furono dipinte dai maggiori artisti senesi come Ambrogio Lorenzetti, Sano di Pietro e Domenico Beccafumi.

Proseguiamo per un tratto l’antica via Francigena girando poi in via dei Pispini, uno dei rioni più animati e suggestivi di Siena.

Porta Pispini

Secondo la leggenda, nel 1107 i senesi aspettarono in questo luogo il corpo di Sant’Ansano martirizzato nelle campagne circostanti, e, vedendo la processione che lo riportava in città, gridarono “il Santo Viene”. Da qui il nome di porta San Viene poi ribattezzata Porta Pispini . La bella struttura in mattoni ha dimensioni monumentali. Sulla sinistra il fortino progettato da Baldassare Peruzzi e ben visibile dall’esterno, è considerato uno dei più significativi esempi di architettura militare cinquecentesca. Torniamo indietro per via dei Pispini, proseguiamo via dell’Oliviera e poi via Roma per risalire a destra verso la Basilica dei Servi.

Basilica dei Servi

Iniziata nel XIII secolo dai Padri Serviti provenienti da Montesenario, la chiesa non era ancora finita quando nel 1533 venne consacrata. Il sagrato è un autentico belvedere sulla città medioevale.

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L’interno è ricchissimo di opere d’arte fra cui la Madonna col Bambino detta del “Bordone” dipinta nel 1261 da Coppo di Marcovaldo. E’ una delle tavole più belle della metà del Duecento ma ha anche una storia curiosa. Coppo di Marcovaldo partecipò alla battaglia di Montaperti con l’esercito fiorentino e fu preso prigioniero dai vincitori senesi. Non aveva denaro per pagarsi il riscatto ma disse ai suoi carcerieri << Io so dipingere >> e pur di tornare libero realizzò un autentico capolavoro.

Da via dei Servi passando da via San Girolamo rientriamo in via Pantaneto, per svoltare subito a sinistra per via Cane e Gatto da cui si accede al vicolo degli orefici, un angolo intatto della vecchia Siena.

Via di Salicotto

Un tempo questa strada era chiamata “Via di Malcucinato” per le numerose botteghe che lavoravano gli insaccati. Si dice che il nome Salicotto derivi appunto da salato e cotto. In questa zona della città si trova l’antico Ghetto nel quale la comunità ebraica, presente a Siena dal XIII secolo, fu segregata dal 1571 al 1796. La Sinagoga si trova nel Vicolo delle Scotte al n. 14.

Piazza del Mercato

Scendiamo per il vicolo di Pescheria per entrare in Piazza del Mercato che ha al centro un loggiato ottocentesco chiamato “Tartarugone”. Era la piazza dove veniva venduto il bestiame e sostavano gli ambulanti; ancora oggi, la terza domenica di ogni mese, ospita un mercatino antiquario.

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Valle di Porta Giustizia

Nel medioevo i condannati a morte uscivano dalle carceri sotto il Palazzo Pubblico, attraversavano piazza del Mercato dove c’era la casa del boia (al numero civico 34), percorrevano a piedi la sottostante via dei Malcontenti e proseguivano per uscire da Siena attraverso Porta Giustizia. Questo percorso dal triste passato ci porta in un posto bello e gioioso: l’Orto dei Pecci. E’ una zona coltivata ad orti fino dal Cinquecento e oggi aperta al pubblico. Ci sono prati, alcuni antichi animali toscani come l’asinello nano dell’Isola del Giglio e un orto medioevale con erbe officinali, alimentari e tintoree ma soprattutto uno spettacolare panorama del Palazzo Pubblico e della Torre del Mangia.