Terzo di Città - Comune di Siena

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Terzo di Città

Nel Terzo di Città nacque Siena. La leggenda narra che nel 700 a.C. i figli di Remo - Aschio e Senio - scapparono da Roma e dallo zio Romolo. Arrivarono nel punto più alto del nostro colle e insieme ad alcuni pastori costruirono un castello intorno al quale sorse la città di Siena.

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Itinerario:

Quattro Cantoni, Pinacoteca Nazionale – Chiesa delle Carceri di Sant’Ansano – Piazzetta Silvio Gigli “Museo di Storia Naturale dell’Accademia dei Fisiocritici”- Prato Sant’Agostino “Chiesa di Sant’Agostino” – Via Mattioli “ Orto Botanico” - Via delle Sperandie “Fonte delle Monache” - Porta San Marco- Via di Castelvecchio - Fonderie e Cripta del Duomo - Complesso Museale di Santa Maria della Scala - Palazzo Chigi Saracini

 

 

Pinacoteca Nazionale

In Via San Pietro troviamo la Pinacoteca Nazionale, che conserva al suo interno i capolavori dei maggiori artisti senesi: Duccio di Buoninsegna, Simone Martini, i fratelli Lorenzetti, Domenico Beccafumi e molti altri. Di particolare interesse le tavole a “fondo oro” con cui inizia la fortuna della grande pittura senese come il dossale del Maestro di Tressa.

Museo di Storia Naturale dell’Accademia dei Fisiocritici

Gli amanti delle scienze naturali non possono mancare la visita alle collezioni naturalistiche, geologiche e zoologiche, e a quelle "curiose" del Museo di Storia Naturale dell'Accademia delle Scienze di Siena, detta de' Fisiocritici. C'è uno scheletro di balena, una antica collezione in terracotta di funghi buoni e velenosi, alcuni "scherzi di natura" come l'agnello a due teste e, nei sotterranei dell'edificio, un ipogeo etrusco

Chiesa di Sant’Agostino

Di origine duecentesca la chiesa fu modificata su disegno di Luigi Vanvitelli dopo l’incendio del 1747. Il portico d’ingresso fu realizzato da Agostino Fantastici, maggior architetto senese di cultura neoclassica. Il suo interno è quasi una galleria d’arte con capolavori del calibro della “Crocifissione” del Perugino, le “Sibille” di Luca Signorelli e la “Maestà” di Ambrogio Lorenzetti scoperta per caso nel 1944 quando fu spostata l’”Adorazione dei Magi” del Sodoma per salvarla dai bombardamenti.

Orto Botanico

Via Mattioli ospitava un tempo molti conventi, tra cui quello dei Camaldolesi e della Maddalena che sono oggi in parte adibiti ad Orto Botanico Universitario. Qui si possono trovare, coltivate in apposite serre, piante provenienti da ogni continente.

Via delle Sperandie - Fonte delle Monache

Un tempo la strada era chiusa dalle mura della città che furono demolite dall’esercito tedesco durante l’ultima guerra mondiale. Oggi possiamo godere il bellissimo panorama della campagna circostante e sul Monastero di Sant’Eugenio fondato prima dell’anno Mille. Via delle Sperandie deve il suo nome alle Monache Benedettine di Sant’Agnese dette di “Spera in Dio”. Qui c’è l’ingresso di un parco silenzioso, nascosto e pieno di sorprese. Scavata nella collina troviamo la Fonte delle Monache dove le suore lavavano i panni nell’acqua freddissima senza essere viste.

Porta San Marco

Fa parte della quinta e definitiva cinta muraria di Siena progettata nel 1326. Le mura che la uniscono alla successiva Porta dei Tufi furono completate nel 1415. In alto al centro il Trigramma di San Bernardino, il disco solare con le lettere JHS (Jesus hominum Salvator) che è visibile su tutte le porte delle mura senesi e sopra l’ingresso di molte case.

Via di Castelvecchio

Percorrendo Via San Marco, arriviamo in Castelvecchio. Siamo nel punto più alto di Siena, dove nacque la città. Entriamo nel “castellare”, si tratta di un gruppo di case strette intorno a una piazza. Nel medioevo i castellari erano i luoghi dove vivevano e tenevano i propri beni le famiglie nobili. In caso di aggressione il castellare poteva essere chiuso all’esterno come una fortezza urbana.

Il Duomo e la sua piazza

La facciata del Duomo, iniziata alla fine del Duecento da Giovanni Pisano, ci offre tutta la sua spettacolare bellezza grazie al recente restauro. A destra, nella piazza Jacopo della Quercia, i resti del “Duomo nuovo”, che i Senesi cercarono di costruire prima che la peste del 1348 e il cedimento del suolo li costringessero a abbandonare il progetto. Il facciatone del “Duomo nuovo”, accessibile dal Museo dell’Opera, salendo 130 scalini, offre un bellissimo panorama della città.Il pavimento del Duomo è una “Bibbia per immagini” con 56 riquadri di marmo a intarsi e graffiti eseguiti fra il 1369 e il 1547 su disegno di grandi artisti come Matteo di Giovanni e Domenico Beccafumi. A sinistra la “Libreria Piccolomini” e all’interno delle navate le opere dei più grandi scultori italiani: Nicola Pisano, Donatello, Michelangelo e Bernini.

Cripta e “Ex- fonderie” del Duomo

La Cripta fu interrata per costruirci sopra l’ampliamento della Cattedrale. E’ stata scoperta, quasi per caso, pochi anni fa e contiene dipinti su muro della seconda metà del Duecento. I colori, rimasti sotto terra per ottocento anni, sorprendono per la loro intensità che è la stessa di quando erano appena fatti.Nei locali denominati “Ex- fonderie del Duomo si conservano parte delle strutture della Cattedrale risalenti al XII, XIII e XIV secolo.

Complesso Museale di Santa Maria della Scala

Era uno dei più antichi ospedali del mondo sorto lungo la Via Francigena per dare assistenza ai pellegrini che andavano a Roma. La sua istituzione si deve ai canonici del Duomo anche se la leggenda parla del calzolaio Sorore morto nell’anno 898 d.C. Il ciclo pittorico della Sala del Pellegrinaio racconta la vita dell’Ospedale che si occupava di fornire le cure mediche ma anche l’assistenza ai bambini abbandonati chiamati “gettatelli”. Oggi è un Complesso museale che ospita esposizioni permanenti, mostre e conferenze.Nei seminterrati del Santa Maria della Scala troviamo l’Oratorio di Santa Caterina della Notte dove, secondo la tradizione, Santa Caterina si recava dopo aver assistito gli infermi, per riposare su un giaciglio visibile da una finestrella sulla parete sinistra.I sotterranei ospitano il museo archeologico in un labirinto di sale e cunicoli scavati nel tufo.

Palazzo Chigi Saracini

Il Palazzo costruito dalla potente famiglia ghibellina dei Marescotti (XII secolo) ebbe un ruolo importante nell’evento più memorabile della storia della Repubblica di Siena, la vittoria a Monteaperti contro Firenze (4 settembre 1260). La leggenda narra che dall’alto della torre un tamburino seguì le fasi della battaglia, raccontandole al popolo in attesa. Il Palazzo ospita l’ Accademia Musicale Chigiana, fondata dal Conte Guido Chigi Saracini nel 1932 e oggi sede di corsi di perfezionamento di prestigio internazionale.