Orto dei Pecci - Comune di Siena

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Orto dei Pecci

Orto de’ Pecci

All'inizio del Trecento nella valle denominata Valle di Porta Giustizia sorgeva il borgo Nuovo di Santa Maria.

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Il quartiere nacque su iniziativa del Comune per farvi insediare i nuovi cittadini senesi, ma decadde e scomparve quando la città fu colpita dalla peste nel 1348.

Durante il medioevo i condannati a morte uscivano dalle carceri poste sotto Palazzo Pubblico, attraversavano Piazza del Mercato dove c’era la casa del boia, percorrevano a piedi la sottostante via dei Malcontenti e proseguivano per uscire dalla città attraverso Porta Giustizia, presente proprio in questa valle. Tuttavia tale percorso dal triste passato ci conduce oggi in un luogo straordinario ricco di stimoli sensoriali, legati ai molteplici aromi, odori, sapori, rumori: l’Orto de’ Pecci.

Traccia sonora: i rumori dell’orto (con animali)

Siamo adesso circondati da prati e orti, ci sono gli animali da cortile o altri più rari come l’asinello nano dell’Isola del Giglio, un orto medievale e anche la ricostruzione del “Magazzino di un tintore medievale”.

Ma scopriamo insieme alcune curiosità partendo proprio dall’orto medievale.

L’Orto Medievale è delimitato da una recinzione di siepe morta e sono state privilegiate le colture meno comuni, tenendo presente la diversità della cucina del tempo: la patata e il pomodoro, tanto per citare due alimenti oggi estremamente diffusi, vennero introdotti in Europa soltanto dopo la scoperta dell'America, per cui non sono presenti in questa ricostruzione.

La terminologia medievale divideva gli ortaggi in due categorie: erbe e radici a seconda che la loro parte commestibile si sviluppasse al di sopra o al di sotto del suolo.

Tra le piante presenti nell’orto medievale troviamo le piante ad uso alimentare, le piante aromatiche, le piante tintorie, le piante officinali e gli alberi da frutto.

Scopriamone alcune insieme:

Il finocchio è una pianta ad uso alimentare della famiglia delle Ombrellifere: è conosciuta fin dall'antichità ma la sua coltivazione invece sembra risalire alla fine del ‘400. Esistono due varietà: quello dolce, di cui si mangia la grossa guaina a grumolo bianco, che si sviluppa alla base; quello amaro o selvatico di cui si utilizzano soprattutto i germogli o le foglioline aromatizzanti.

Nel Medioevo si credeva che il finocchio fosse una delle nove erbe sacre per la prevenzione delle malattie e veniva usato anche per aumentare la libido. Molte sono le sue proprietà curative: è diuretico, antispasmodico, anti-infiammatorio.

Percorso olfattivo - Percorso tattile

La Maggiorana è una pianta aromatica perenne, originaria dell’Asia centrale. Si semina in primavera e si raccoglie in estate. La maggiorana è molto simile all’origano, sia nell’aspetto che nel sapore. Tuttavia mentre l’origano nasce anche spontaneamente, la maggiorana deve essere per forza coltivata. Nel Medioevo si usava, assieme al timo, per non far inacidire il latte e, secondo quanto riportato dai Tacuina Sanitatis, aveva proprietà terapeutiche per lo stomaco.

Percorso olfattivo - Percorso tattile

Lo Zafferano coltivato, già conosciuto come pianta tintoria dagli antichi Egizi, che lo utilizzavano per tingere le bende delle mummie, fu largamente coltivato in tutto il bacino del Mediterraneo. La coltura e l'utilizzo come pianta colorante ha avuto ampia diffusione nell'Italia centrale. Dai petali del suo fiore si estraggono due sostanze coloranti: una gialla, facilmente solubile in acqua e successivamente una rossa, la cartamina, ritenuta assai pregiata per la sua tonalità cremisi. Il colore rosso ottenuto viene utilizzato nelle preparazioni per la cosmetica, per sostanze alimentari, liquori, medicine, per la pittura e per la colorazione di tessuti.

Percorso olfattivo - Percorso tattile

La Borragine fa parte delle piante officinali. E’ un’erba annuale originaria della Spagna meridionale e dell’Africa. Si semina in primavera e le sue foglie possono essere raccolte durante tutta l’estate. Molto apprezzata per le sue proprietà diuretiche e depurative, veniva utilizzata per abbassare la febbre e calmare la tosse.

Percorso olfattivo - Percorso tattile

Il Melo è un albero da frutto le cui prime notizie risalgono a oltre mille anni avanti Cristo. All’epoca il melo era apprezzato soprattutto in Asia ed in Egitto. Originario della zona sud caucasica, appartiene alla famiglia delle Rosacee. La varietà annurca presente nell’ orto compare addirittura nei dipinti degli scavi di Ercolano e in particolare nella Casa dei Cervi, fatto che testimonia l'antichissimo legame della mela annurca con il mondo romano e la Campania in particolare.

Percorso olfattivo - Percorso tattile

Occorre tener presente che la fisionomia dell'orto cambia di periodo in periodo, considerando che accanto alle piante perenni ve ne sono molte stagionali.

Poco distante dall’orto medioevale, ricostruito dov'era alla fine del Trecento, è presente il “Magazzino del tintore” con gli stessi attrezzi che utilizzava Messer Benincasa, padre di Santa Caterina, come ad esempio il vaso del mordente con i vermicoli di cocciniglia, usato per dare una tonalità pregiata al rosso.

Ma scopriamo adesso cosa avveniva nella bottega di un tintore….

Traccia sonora: tratta dal video “I colori addosso. Le piante medievali dall’orto alla tintoria”

In questo paradiso della natura all’interno delle mura cittadine non può mancare un ristorante, chiamato proprio “All’Orto de’ Pecci” dove è possibile degustare pietanze cucinate con le verdure e le piante aromatiche coltivate nell’orto medievale, per ritrovare aromi e sapori ormai scomparsi.

Percorso degustativo

 La visita all’Orto può essere allietata anche dall’ascolto di sonetti e canzoni senesi.

Traccia sonora: Sonetti Sotto la Torre (Francesco Burroni)

 

 

 

 

 

 
presentazione cd (1) (1.904kB - PDF)