Duomo - Piazza Duomo - Comune di Siena

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Duomo - Piazza Duomo

Piazza Duomo (Cattedrale e Santa Maria della Scala)

Cattedrale

Traccia sonora: suono delle campane della Cattedrale

La Piazza è sovrastata dalla grandiosa mole a fasce bianche e verde scuro del Duomo che, come il Campo, è un luogo molto caro ai senesi. 

In Piazza Duomo sono presenti a nord est la cattedrale e a sud ovest il Santa Maria della Scala.

duomo

La Cattedrale di Siena è dedicata alla Maria Assunta e, secondo la tradizione venne consacrata nel 1179 dal papa senese Alessandro III. Lo stretto legame tra Siena e la Vergine risale al 4 settembre del 1260, data della famosa Battaglia di Montaperti combattuta da Siena contro Firenze, che fece l’Arbia - il fiume che scorre nella zona – “colorata di rosso” , come recita il famoso verso dantesco. Alla vigilia di tale battaglia tutti i senesi si recarono in cattedrale per fare dono delle chiavi della città alla Madonna. L’indomani l’esercito senese sconfisse quello fiorentino e dal quel momento Siena diventò la “Città della Vergine”.

La cattedrale e il campanile risultano compiuti già nel 1264. A partire dal 1317 iniziarono l’ampliamento della cattedrale verso Vallepiatta e la costruzione del Battistero sottostante. Nel 1339 i senesi decisero di realizzare una cattedrale più grande (soprattutto di dimensioni maggiori rispetto a quella di Firenze) utilizzando l’edificio già esistente come il transetto e costruendo un enorme corpo con la facciata rivolta verso Via di Città. Tuttavia questo nuovo e imponente edificio non venne mai realizzato per diversi motivi, tra cui la terribile peste del 1348 e la scarsa tenuta del terreno. Del “Duomo Nuovo” oggi è rimasto solamente uno scheletro circoscritto da pilastri e un’enorme facciata chiamata simpaticamente dai senesi il “Facciatone”.

La facciata del Duomo, progettata da Giovanni Pisano tra il 1285 e il 1297, emerge in tutta la sua spettacolare bellezza grazie alla presenza di guglie, pinnacoli, animali, profeti e sibille, una perfetta sintesi della scultura gotica. La zona inferiore è composta da tre portali e quella superiore, con al centro un grande “occhio”, è divisa in tre parti coronate da guglie e pinnacoli.

Traccia sonora: registrazione voci femminili o coro

Interno

Lo spazio è diviso in tre navate con possenti pilastri decorati a fasce alternate di marmi bianchi e neri, lo stesso rivestimento utilizzato anche per le pareti.

Già il pavimento che stiamo calpestando merita una particolare attenzione dato che Giorgio Vasari nel Cinquecento lo definì “Il più bello grande e magnifico pavimento che fusse stato fatto” .

E’ come se fosse una “Bibbia per immagini” con 56 riquadri di marmo eseguiti fra il 1369 e il 1547 su disegno di grandi artisti come Matteo di Giovanni e Domenico Beccafumi. Le prime tarsie furono eseguite a “graffito” ovvero tratteggiate sopra lastre di marmo bianco con solchi realizzati con scalpello e trapano, poi riempiti con stucco nero. In seguito si passò al “commesso marmoreo” ovvero l’accostamento di marmi colorati come in un grande “puzzle”, per poi arrivare ad unire le due tecniche.

Percorso tattile: Tarsie marmoree

Nella navata sinistra troviamo l’Altare Piccolomini eretto intorno al 1480 dallo scultore lombardo Andrea Bregno. Il prospetto mostra una grande nicchia centrale e ai lati due coppie di nicchie sovrapposte. Nel 1501 il Cardinale Francesco Piccolomini Todeschini incaricò il grande Michelangelo di eseguire 15 statue per questo altare, tuttavia il Buonarroti non rispettò il suo contratto facendo arrivare da Firenze (dove stava realizzando il David) solo 4 statue: San Pietro, San Paolo, Sant’Agostino e San Gregorio.

Proseguiamo nella Libreria Piccolomini, un grande complesso architettonico costruito a partire dal 1492 per volontà del Cardinale Francesco Todeschini Piccolomini in onore dello zio Pio II. La libreria doveva custodire il ricco patrimonio librario del papa Piccolomini, mai giunto tuttavia a destinazione. L’interno è arricchito da affreschi, realizzati, tra il 1505 e il 1510, da Bernardino di Betto conosciuto come il “Pinturicchio”, che illustrano in 10 riquadri gli episodi più importanti della vita di Pio II. Nelle vetrine sono conservati grandi antifonari del XV e XVI secolo decorati con preziose miniature. Al centro della sala sopra una sorta di colonna è il gruppo delle Tre Grazie, copia romana di un originale greco del III secolo.

Poco più avanti nella navata, sempre a sinistra, troviamo la Cappella di San Giovanni Battista, costruita nel 1486 per custodire la reliquia del braccio destro del Battista donata da Pio II. Sul fondo della cappella domina la statua in bronzo di San Giovanni Battista eseguita da Donatello a Firenze nel 1457 .

Nel transetto sinistro abbiamo il Pulpito di Nicola Pisano, opera fondamentale della scultura gotica italiana. E’ a pianta ottagonale e sostenuto da 9 colonne disposte sul perimetro, che appoggiano alternativamente sullo zoccolo di marmo o sul dorso di leoni o leonesse. Alla base della colonna centrale sono presenti le Arti Liberali. Nelle scene in alto sono raffigurati episodi del nuovo Testamento quali: la Visitazione, la Nascita di Gesù, l’Adorazione dei Magi, la Presentazione di Gesù al tempio, la Fuga in Egitto, la Strage degli Innocenti, la Crocifissione, il Giudizio Universale. Nicola scolpì ben 307 persone e circa 70 animali, con l’aiuto di Arnolfo di Cambio e il figlio Giovanni.

Percorso tattile. la base del pulpito

Fino agli inizi del Cinquecento sopra l’altare maggiore era collocata la Maestà dipinta da Duccio di Buoninsegna tra il 1308 e il 1311. Grazie anche ad una cronaca anonima del XIV secolo sappiamo che l'opera venne trasportata dalla bottega del pittore alla cattedrale, in forma solenne, il 9 giugno 1311, con musica e canti, con grande partecipazione popolare e alla presenza di tutte le magistrature civiche senesi.

Traccia sonora: Lettura breve testo della cronaca – voce maschile

E in quello dì, che si portò al Duomo si serroro le butighe e ordinò el vescovo una magnia e divota compagnia di preti e frati con una solonne precisione, accompagnata da’ signori Nove e tutti gli ufiziali del comuno e tutti e’ popolani. E di mano in mano tutti gli ufiziali del comuno e tutti e’ popolani. E di mano in mano tutti e più degni erano appresso a la detta tavola co’ lumi accesi in mano; e poi erano di dietro le donne e fanciugli con molta divozione.

Oggi la Maestà è conservata all’interno del Museo dell’Opera del Duomo.

Nel transetto destro troviamo la Cappella del Voto, ristrutturata nelle forme attuali a partire dal 1658. Sopra l’altare è la Madonna del Voto opera di Diotisalvi di Speme (1270 ca.), molto venerata dai senesi. E’ proprio davanti a questa immagine che i contradaioli della Contrada vincitrice del Palio di Agosto cantano l’ Inno di Ringraziamento alla Madonna Maria Mater Gratiae.

Traccia sonora: Inno Maria Mater Gratiae

Con Papa Alessandro VII Chigi iniziarono, in questa cappella, gli interventi di Gian Lorenzo Bernini, tra cui le due splendide statue in marmo raffiguranti la Maddalena e San Girolamo.

Lo scultore romano supervisionò anche la realizzazione dell’organo posto in alto a destra della cappella.

Percorso tattile: Porta del Perdono - 4 pannelli raffiguranti le Dedicazioni a Maria della città (Vito Consorti – 1946).

Complesso Museale di Santa Maria della Scala

Siena riuscì a conquistare un importante ruolo politico, artistico e commerciale già nel XII secolo grazie alla sua posizione lungo la “Via Francigena”, che collegava il nord Europa a Roma. Non a caso lo storico Ernesto Sestan ha definito Siena “figlia della strada”. Lungo la via Francgena sorsero numerosi ospedali nei quali i pellegrini potevano trovare ospitalità e il Santa Maria della Scala (costruito davanti alle scale della cattedrale , ecco spiegato l’origine del nome) è il più famoso. La sua istituzione si deve ai canonici del Duomo, anche se la leggenda parla del calzolaio Sorore morto nell’anno 898 .

Lo Spedale aveva un’organizzazione autonoma e articolata per accogliere pellegrini, viandanti, sostenere i poveri e crescere i fanciulli abbandonati, chiamati “gettatelli”, come viene raccontato nel ciclo di affreschi presenti nella Sala del Pellegrinaio, realizzati intorno al 1440 da grandi artisti rinascimentali senesi, tra cui Domenico di Bartolo.

Ma incontriamo alcuni di questi personaggi…

Traccia audio: Pellegriniere e Frate / Famiglio

Il capo di questa organizzazione era il Rettore, che per venire eletto doveva avere 40 anni e la sua carica era a vita.

Traccia audio: Rettore e Balia 

Grazie ai lasciti delle famiglie senesi e alle numerose elemosine, lo spedale divenne sempre più importante nell’economia e nella storia della Repubblica senese.

A partire dal 1986 con la costruzione di un nuovo policlinico si è potuto procedere al recupero di questo vastissimo ambiente (oltre 350.000 metri cubi) in maniera definitiva, e già dal 1995 l’edificio è stato riaperto progressivamente al pubblico.

Oggi è un Complesso Museale di fama internazionale che ospita il Centro Arte Contemporanea di Siena, il Museo d’arte per bambini, esposizioni permanenti, mostre e conferenze.

Nei seminterrati del Santa Maria della Scala troviamo il Fienile, con i marmi scolpiti da Jacopo della Quercia per realizzare Fonte Gaia (1414 – 1419). Per secoli la fonte, collocata originariamente in Piazza del Campo, è stata al centro della vita cittadina . Oltre alle sculture quattrocentesche troviamo i calchi e i gessi realizzati da Tito Sarrocchi per creare la copia ideale della fonte, oggi collocata in Piazza del Campo a sostituzione dell’originale.

Percorso Tattile: calchi e gessi di Tito Sarrocchi – marmi di Jacopo della Quercia

Sotto le volte dello Spedale, a partire dal XIII secolo, erano presenti diverse confraternite dedite soprattutto alla piétas dei defunti, come quella di San Michele Arcangelo, detta poi di Santa Caterina della Notte, per le frequenti soste di Caterina in questi ambienti dopo aver assistito gli infermi. La decorazione dell’Oratorio di Santa Caterina della Notte proseguì fino alla fine del Seicento con tele e arredi quasi tutti dedicati alla Santa di Fontebranda e alla Vergine.
Ecco il testo di una delle sue lettere più famose:

Traccia audio: lettera di Santa Caterina

Nei sotterrane dell’ospedale è presente anche il Museo Archeologico, un labirinto di sale e cunicoli scavati nel tufo in cui sono esposti reperti archeologici risalenti all’epoca etrusca e romana provenienti da Siena e da tutta la sua provincia .

 
Dialoghi:
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