La risposta dell’assessore Anna Ferretti alle considerazioni della Lega Nord sui metodi di assegnazione delle case popolari - Comune di Siena

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La risposta dell’assessore Anna Ferretti alle considerazioni della Lega Nord sui metodi di assegnazione delle case popolari

<<Il Comune di Siena ha ad oggi 1.030 alloggi ERP e di questi più del 70% è assegnato a cittadini italiani. Il patrimonio Erp, ovvero le case popolari, di ogni comune toscano vengono assegnate secondo le norme previste nella legge regionale 41/2015, modificata dall'assessore Stefania Saccardi nel precedente mandato in Regione Toscana, modifica alla quale ha partecipato anche la nostra amministrazione e il LODE senese con documenti scritti e presenza alle varie audizioni che si sono tenute in Regione>>. <<Fa piacere vedere – continua l’assessore - che il Consigliere regionale della Lega Nord Casucci è contento di questa legge, perché è esattamente la legge che ha applicato Arezzo e che ha applicato Siena. Una legge applicata da tutti i comuni toscani. La filosofia che sta alla base di questa norma non è di distinguere tra italiani e stranieri, ma tra residenti e nuovi arrivati. Chi ha soggiornato in Toscana regolarmente e ha lavorato (altrimenti non avrebbe il permesso di soggiorno) ha diritto a fare domanda; chi ha lavorato o è vissuto per più di 10 anni in un Comune ha diritto a vedere riconosciuta questa sua presenza nel territorio. Nella normativa, infatti, per poter fare la domanda si prevede la residenza in Toscana da minimo 5 anni; di assegnare: 2 punti a chi è residente o lavora stabilmente da più di 10 anni nel territorio comunale; 0,5 punti per ogni anno di permanenza in graduatoria (fino ad un massimo di 5), ecc. La sua applicazione ha avuto, anche a Siena, l'effetto di favorire chi da più tempo abita nel Comune. Nella fascia delle prime 150 persone la metà sono italiani (rispetto ad un terzo di italiani che ha fatto domanda), o almeno hanno cognomi italiani, perché non dobbiamo dimenticare che le persone quando sono da più di 10 anni e, in alcuni casi anche per periodi più brevi in Italia, con un reddito regolare possono chiedere la cittadinanza, diventando italiani a tutti gli effetti. Quindi, non sempre, un cognome in lingua straniera vuol dire essere straniero. Riguardo ai numeri: le domande presentate sono state 551: di queste 366 sono di stranieri, 185 di italiani. Quindi solo un terzo del totale che ha fatto domanda è italiano. Di queste 551 domande, per ora, ne sono state accolte 428: 279 di stranieri e 149 di italiani>>. <<Un’ultima riflessione – ha concluso - la graduatoria Erp sarà oggetto di attenzione e di riflessione del mio assessorato perché se guardata nei dettagli, senza limitarsi alla semplificazione “stranieri contro italiani”, fa emergere specifiche necessità che meritano particolare attenzione, così da approfondire e comprendere i bisogni di queste famiglie e quali tipi di povertà stanno emergendo, in modo da poter attivare servizi e risposte alle nuove emergenze all’interno di un panorama in continua evoluzione>>.