CITAZIONI CITABILI

ALFIERE Arrigo Pecchioli (giornalista saggista)
Ed è l'alfiere la meraviglia delle Contrade di Siena, in quanto mima una danza di seta, ripete la scherma degli antichi maestri difenditori delle insegne seicentesche, alza il drappo per l'aria al saluto o al fischio bruciante della folla, se ne drappeggia il corpo... infine l'accartoccia e torna a scaraventarla, ma con più violenza e baldanza, in cielo... (1974)

Enrico Toti (alfiere di Piazza dal 1962 al 1975)
Nel Palio quello dell'alfiere è un ruolo privilegiato. Egli traduce infatti la forza, la passione, l'identità e l'orgoglio di appartenenza attraverso il raffinato serico arpeggio della propria bandiera. (1998)

AMORE Piero Bargellini (scrittore)
L'amore per la Contrada non intacca l'amore per Siena: al contrario la fortifica. E su di Siena è l'Italia. "Amo l'Italia" mi diceva seriamente un distinto cittadino perchè amo Siena, perchè amo la mia Contrada.
le radici del mio amore vanno più a fondo di quelle d'ogni altro italiano. (1961)
AUTENTICITA' Giuliano Catoni (storico)
Il Palio ha continuato ad essere intensamente vissuto, rifiutando sempre il modello delle feste "moderne" tutte nate da un immancabile peccato originale: quello cioè d'essere state scritte su un canovaccio imposto dall'alto (1982)
BANDIERA Papa Giovanni XXIII
"Le vostre fiammeggianti bandiere, il vostro glorioso e storico Palio sono simbolo di perenne giovinezza, di robusta disciplina, di sincero amor patrio". (1959)

Alfredo Donnini (detto Ciappata) (alfiere di Piazza dal 1954 al 1962)
Fare l'alfiere di Piazza è la cosa più bella. Entri dal Casato coi colori dell'Oca addosso e nel cuore. Si fa una, due, tre sbandierate col terrore di sbagliare... e la certezza di essere i più bravi. Poi ci si mette tutte e diciassette in fila da San Martino al Casato per l'ultima alzata. E lì devi fare ancora uno sforzo per buttare la bandiera del Paperone più alta di tutti, fino ai merli del Palazzo, a toccare il cielo. Allora sei felice. (c.a. 1980)

Giancarlo Galardi (alfiere di Piazza dal 1949 al 1958)
La bandiera... se potessi l'innalzerei fin sopra i tetti di Siena perchè sia visibile la pureza dei suoi colori che sono l'immagine della mia Contrada (1998)

BATTAGLIA Luigi Gianoli (giornalista "La Gazzetta dello Sport")
Partiti. Così, credo, galoppano i diavoli all'inferno: non è una corsa, ma una battaglia feroce e rovente tra una tempesta di nerbate; le curve acute non spezzano la volata, ma sembrano aggiungere puntiglio ed astio. (1952)
BENEDIZIONE Gaetano Bonicelli (Arcivescovo di Siena)
Ma come fate a meravigliarvi se a Siena si benedicono i cavalli? Forse che nel giorno di S. Antonio in tutte le città, in tutti i paesi non si benedicono le mucche, le vacche? Il prete non va forse in una stalla specialmente in certe zone rurali? E nelle chiese non si benedicono gli animali più piccoli?. (1996)

Renzo Cassigoli (giornalista "L'Unità")
Che città felice è quella che non benedice i fantini ma i cavalli. (1998)

CAMPANA Sandro Scali (giornalista "Il Carroccio")
Il vocione di Sunto è grosso. Il suono è di una campana di guerra, aspro; i due toni sono cupi. Lontano, solo lui si sente. Dopo l'ultimo tocco il silenzio è fortissimo (1992)
CARRIERA Augusto Mattioli (giornalista "AGI")
L'unica cosa bella del Palio sono quei pochi secondi della corsa, nei quali la ragione cede il passo all'istinto. (1998)
CAVALLO Marguerite Henry scrittrice)
L'uomo cerca di predisporre ogni cosa, ma il cavallo... il cavallo conosce una sola legge, quella di vincere! E' la più bella e la più amara lezione del Palio. (1960)

Paola Fallaci (giornalista "Oggi")
"Dopo essere stata a Siena per vedere se sono crudeli con gli animali, ho deciso di rinascere cavalla... Ma sì, conviene rinascere cavalle. Dico "cavalle" perchè i maschi sono castroni, è il solo lavorino sgradevole che gli fanno". (1986)

Umberto Eco (semiologo)
Per cui onoriamo l'immagine di Ermete che orna il pavimento del Duomo di questa nobile città. Ma contro le sue seduzioni ricordiamoci che, se si deve correre il Palio, un cavallo è un cavallo, è un cavallo, è un cavallo. (1992)

Luca Luchini (giornalista, saggista)
Ma coloro che parlano male del Palio e dei Senesi che ne sanno di cosa può provare un cavallo mentre sfila sul giallo tufo della Piazza di fronte a migliaia di spettatori, o della gioia che può dare sentire le lacrime di commozione dei contradaioli mischiarsi al proprio sudore?(1993)

Roberto Morrocchi (giornalista)
E' il cavallo il protagonista, vero, del Palio. Eroe senza macchia, amato, coccolato, desiderato, pianto. Custode del sogno del Contradaiolo: corre per lui con tutta la sua forza, il coraggio, affrontando le insidie di una pista magica e arcigna. Non si vende, non ha paura, non fa calcoli. Non si fa prendere la ... zampa da sentimenti tutti umani. Lui solo entra di diritto nel mito, nella leggenda. Al cavallo si affiancano le memorie del trionfo, le delusioni di una cocente sconfitta... (1998)

COMPLESSO Ezra Pound (poeta)
"E laggiù hanno fatto il loro Palio..."
"Questo calvario non ne discenderemo" disse il prete - sulla panca maledettamente dura in attesa dei cavalli - e la parata e il carroccio e il gioco di bandiera_ lo sventolare delle bandiere del Palio - "Non è una 'ontrada è un complesso" - spiegava un esperto a un inesperto - con riferimento ai resti delle guilde o arti (1937)
CONFEDERAZIONE Giulio Pepi (saggista, giornalista)
...per avere una visione esatta di Siena è bene precisare che ci troviamo di fronte non tanto a una città quanto a una confederazione di diciassette città. E questo è tanto vero che il territorio è diviso da confini stabiliti prima dalla consuetudine e, dopo, da una legge di Stato (1729) che ebbe ed ha tuttora pieno valore giuridico. (1974)
CONFINI Walter Tyndale (scrittore)
Mi trovavo a Siena da appena un'ora, che assistei ad una disputa sul fatto se la nostra pensione si trovasse nella contrada dell'Oca o in quella del Drago. Era davvero un enigma, e tanto più lo fu quando m'accorsi che i pensionanti che avevano le loro stanze nell'Oca si credevano molti più di quelli del Drago
CONFLITTO Federico Fellini (regista)
Voi a Siena avete questa cosa preziosa, ed è singolare come nel conflitto delle Contrade vi sia la vostra unione. Tutto il mondo si sfalda e voi siete qui con la vivezza di questi riti e con fedeltà ai secoli. Credo sia l'unico esempio in Italia. C'è una sorta di cordone misterioso fra voi ed i Senesi di tutte le epoche. E' bello, molto bello! (c.a. 1970)
CONTRADA Piero Misciatelli (saggista)
Siena vive delle sue Contrade e per le sue Contrade non solamente nei giorni del Palio, ma tutto l'anno. Esse perpetuano tra i cittadini usi e costumi spiccatamente comunali, raffermano vincoli religiosi e civili. (1932)

Guido Piovene (saggista)
L'attaccamento alla Contrada non ha nulla a che fare con le idee, col partito politico, con gli interessi. Dipende in modo esclusivo dal luogo di nascita, dall'atavicità, da tutto quello insomma che è prenatale; non è pensiero, ma passione contratta con il semplice venire al mondo. L'uomo di Siena sente più profondo di tutto, di fronte alla propria Contrada, quello che fu chiamato "il demone di appartenenza. (1958)

Judith Hook (storico)
Il Palio è essenziale per la vita delle Contrade. Le Contrade a loro volta sono essenziali per la vita di Siena. Il Palio, Contrade, Siena perciò compongono una trinità virtualmente interdipendente. (1979)

Daniele Magrini (giornalista - "La Nazione")
In un mondo in cui i rapporti interpersonali si fanno sempre più difficili, in una società in cui cadono ad uno ad uno i miti e le certezze, a Siena la Contrada rimane. (1986)

CORSA Paolo Cesarini (giornalista, saggista)
"Rivenduto! Dai, dai, Va, va, va. Dagliele. Nerbalo, spianagli il groppone. Torre, Torre, Torrina benedetta Santa Caterna tieni ritta l 'Oca. Dio voglia che tu l'ammazzi a San Martino. Stringi, stringi maledetto. Dai, va, nerbalo. Lo passa, lo passa. Rivenduto assassino, lo tiene, guardate lo tiene. Sant'Antonio fai la grazia, rompi le gambe alla Chiocciola. Giraffone. Mamma, mamma è Selva, è Selvina, è Selvone. Lo serrano, lo serrano: vigliacchi, l'hanno buttato ai materassi. Nicchio rimonta, vai Nicchio sei primo, vai Nicchino, tienili indietro col nerbo, pigliala larga, sta su, tienti, tienti, ora dai. Madonnina proteggilo, Oh Dio va giù, oh Dio casca. Rivenduto. Si è buttato, si è buttato da cavallo. Lo ammazzo". (1960)

Manuela Audisio (giornalista - "La Repubblica")
... un orgasmo da un minuto e mezzo che dura ed è preparato da una vita. Un sentir troppo caldo sotto le coperte. (1985)

Jean Pierre Clerc (giornalista "Le Monde")
La corsa dei cavalli è un momento incredibilmente intenso, vissuto come tale dai senesi, nessuno dei quali mancherebbe all'appello per tutto l'oro del mondo; un momento la cui intensità non può lasciare indifferente neanche lo straniero più compassato ma che non dura più di un lampo... (1978)

Duccio Balestracci (storico)
Ora escono i cavalli dall'entrone e vanno al canape: non dire nulla, non chiedere nulla. E' il momento più tremendo per chi è nato qui: rispettalo. Entrano al canape: assisti e taci. Partono. Intorno a te succede di tutto: il Palio è anche questo, vivilo, capiscilo, ma non cercare di esserne anche tu parte. Riusciresti solo a dar forma ad una parola: risparmiatela e risparmiacela. E' solo poco di un minuto: ora è tutto finito. (1998)

Vincenzo Tessandori (giornalista "La Stampa)
Tre giri del Campo su una pista improvvisata, stralunato tifo, il minuto e mezzo più intensamente vissuto nel mondo da una folla trepidante. L'uomo può soltanto perdere e chi vince è il cavallo, che può arrivare anche "scosso", senza fantino. Eppoi il cavallo è la Contrada. (1998)

DANARO Beatrice Schlag (giornalista "Sports)
Dove al di fuori di Siena, esiste una corsa nella quale centinaia di migliaia di marchi cambiano proprietario mentre non si guadagna che onore?... e dove in definitiva si, si può perdere una corsa alla quale non si è partecipato?... la corsa più dura del mondo. (1998)
DONNA Simonetta Losi (giornalista de "Il Carroccio")
Donne in Contrada: l'altra faccia della bandiera. Un colore diverso, indispensabile, che cucito alla componente maschile forma un insieme unico. La passione per la Contrada, viscerale, non ha sesso. Particolare, semmai, è la sollecitudine per i "nostri òmini", quando diventano protagonisti del rito. Donne in secondo piano solo nel Palio metafora della guerra: sempre più presenti nel Palio e nella Contrada metafore della vita, anche con ruoli dirigenziali. (1998)

Maria Pia Corbelli (giornalista "La Voce del Campo")
Un ruolo importante la donna lo ha anche nel Palio, l'inimitabile Palio, un rito esaltante che riporta al presente la storia della Repubblica di Siena. Guardando gli episodi di cui la donna è stata partecipe, sia nel passato che nel presente, vediamo sfilare sullo schermo donne capitano, priore, fantino. Fra tutte citiamo per l'essenzialità della sua partecipazione, Violante di Baviera. (1998)

Maria Grazia Testi Botteghi (Priore della Contrada dell'Istrice 1990- 1992)
Come nella vita sociale, la donna ha raggiunto, negli ultimi anni, pari opportunità anche nell'ambito della Contrada che, istituzione emblematicamente stabile da una parte, ma anche dinamica e non avulsa dal nostro tempo dall'altra, ha saputo apprezzare le sue capacità e le sue doti fino ad assegnarle compiti sempre più importanti e prestigiosi.

Sonia Corsi (giornalista "Il Nuovo Campo")
Donne e Palio: un rapporto in continua evoluzione e seppur fedele alla tradizione che vuole che il Palio sia una festa maschile, donne e Palio un rapporto in continua evoluzione. Seppur nel segno della tradizione che vuole che la nostra festa sia sì dedicata a una donna anche se fatta da uomini, col passare del tempo al mondo femminile non è stato negato un proprio importante spazio. (1998)

DOPOPALIO Guido Parigi (giornalista "Il Nuovo Campo")
Il Palio incombeva. In una lunga riunione i miei collaboratori mi spiegarono cosa fare, e a chi affidare le varie sfaccettature dei quattro giorni di kermesse. Per le interviste del dopopalio "Non c'è problema, le faccio io", disse sicuro Carlo Fontani. Non ebbi perplessità: il buon Fontani era maturo, fidato, ottimo scrittore. Ma vinse la sua Contrada, e lo rividi solo la settimana dopo. Quelle interviste non furono mai scritte. (1998)
DRAPPELLONE
Renato Guttuso (pittore del Palio di agosto 1971)
Secondo me è una classica pittura popolare, cioè fatta per il popolo, come quella di un carretto della mia Sicilia: stai tranquillo, farò tutto come si deve, ma toglierò i costumi alla gente.

Corrado Cagli (pittore del Palio di agosto 1972)
Il Palio o in qualche modo diviene quadro, rappresentazione di vita, sia pure in forma d' allegoria, o diviene una sorta di arazzo, un'astratta e geometrica composizione di simboli e rimandi consacrati dalla tradizione.

Cesare Olmastroni (pittore del Palio di luglio 1982)
Dipingere il Palio è stato una grande emozione, che ho sognato fin da quando avevo sette anni e vidi la corsa la prima volta. Un'emozione così la auguro a tutti i pittori. I pittori che hanno dipinto il Palio negli ultimi venticinque anni ho avuto la fortuna di conoscerli tutti (perchè gli procuro i materiali per conto del Comune) da Maccari a Guttuso, da Adami a Tadini. Tutti, appena sono venuti a Siena ad assistere alla festa, li ho visti commossi per aver fatto felice un popolo.

Eduardo Arroyo (pittore del Palio di agosto 1991)
Voglio dipingere un Palio che faccia felice la gente.

FANTINO Aldo Mantovani detto Bubbolo (fantino)
Per questa Piazza ci vogliono tre cose, cuore, fegato e garretti (c.a. 1930)

Bino Sanminiatelli (scrittore)
I fantini, muniti di un nerbo di tendine indurito di bue, son sulla mossa. Hanno camicioni e pantaloni lunghi da galeotto. Sotto i caschi appaiono ghigne sinistre, ceffi rubesti, tutti sdruci e rappezzature (1950)

Paolo Maccherini (giornalista "RAI")
Nel fantino, strumento attivo di ogni passione e di ogni sofferenza, incosciamente il senese incarna e ritrova se stesso, nella dimensione a volte mortificante, a volte esaltante del presente che conta. (1998)

FAZIOSITA' Joseph Forsyth (educatore)
Il più forte legame tra gli italiani e la coincidenza dell'odio. Mai furono unanimi i Toscani se non nell'odiare gli altri stati italiani; i Senesi sono sempre stati d'accordo nell'odiare gli altri Toscani; i cittadini di Siena il resto dei Senesi; e nella stessa città la stessa passione ha modo di suddividersi in varie Contrade. (1802)

Giorgio Batini (giornalista "La Nazione")
Ricomincia la faziosità e la tolleranza.
Accaniti avversari politici si abbracciano nella contrada, antichi miscredenti fanno regali alla chiesa, pregano la Madonna di Provenzano e Maria Assunata, Patrona di Siena, si farebbero fare a pezzi per conquistare il drappellone con la sacra effigie (1966)

FAZZOLETTO Claude Lévi Strauss (antropologo)
Il fazzoletto è la bandiera personale dei senesi. (1977)
FOTOGRAFIA Luca Betti (editore)
Si vedono molte belle foto del Palio... quasi nessuna però ci fa capire la vera essenza della festa, quasi fosse come fotografare un fiore e pretendere di sentirne anche il profumo (1998)
FUOCO Gianni Brera (giornalista, saggista)
Custodi d'un sogno concretato dal fuoco sul colle che scelse altra materna lupa, così i senesi dividono l'odio e l'amore come il pane e il fiele.
Intanto la nostra cieca padrona fa correre palii in contrade sempre più ostili e lontane. (1969)
GARA Leonardo Olmi (fotoreporter "Playboy")
Una gara unica al  mondo ed irripetibile in qualsiasi altro luogo e città che non sia l'anello di tufo intorno alla conchiglia di Piazza del Campo di Siena. (1996)
GIOCOSITA' Emilio Giannelli (vignettista)
Il palio oggi viene un pò troppo drammatizzato soprattutto dalle nuove generazioni... Oggi la presa in giro viene scambiata per provocazione e spesso dà luogo a violenza. Secondo me tutto andrebbe ricondotto verso quella giocosità che piano piano, col tempo si è spenta. (1996)
GIORNALISTI Aligi Cioni (giornalista "ANSA")
I Senesi sono, mediamente, colti, permalosi, ironici. I giornalisti (non senesi, si intende) non fanno loro né caldo né freddo; sono "stranieri". Che si arrangino. Niente tappeti rossi e, quindi, la regola per tutti è: Vuoi raccontare il Palio? Cerca di capirlo, preparati, studia. Vieni prima che si svolga , annusa l'aria di festa delle Contrade... poi, forse, ce la fari a raccontarla, la grande corsa, i tambuti, la sfilata, i colori, l'urlo continu che accompagna i tre, lunghissimi giri di Piazza del Campo. (1998)
GIUSTIZIA Gianni Roggini (giornalista)
E' raro che i provvedimenti del Comune a carico di Contrade e fantini vengano accolti con serenità. Ma è altrettanto raro che a qualcuno venga in mente di esportare il problea, per esempio facendo ricorso al TAR: La stragrande maggioranza dei contradaioli pensa che subire una possibile ingiustizia dal Comune di Siena sia sempre meglio che ottenere un'opinabile giustizia da un tribunale fiorentino. (1998)
GUERRA Tonino Virone (giornalista "Testimonianza")
Nel 1946 J. Huizinga nel suo Homo ludens espresse una quantità di dati così ponderosa... da far prendere seriamente in considerazione la tesi che il gioco e non il lavoro era l'elemento decisivo primario per la formazione della cultura umana... Ed è esattamente ciò che avviene fra le Contrade durante tutto l'anno e nei giorni del Palio. Esse "simulano" la guerra e così facendo ottengono nella realtà la pace sociale... (1990)
IMMAGINAZIONE Omar Calabrese (semiologo)
A Siena si arriva spesso con lo spirito dell'etnologo che va a studiare, senza volerlo ammettere, un popolo primitivo, un popolo di selvaggi, un popolo di fanatici anacronisti. E che si ritrova invece coinvolto in una avventura straordinaria dell'immaginazione. (1986)

Enrico Campana (giornalista "La Gazzetta dello Sport")
fedele al suo copione di corsa pirandelliana, nella quale la realtà e puntualmente superiore all'immaginazione... (1987)

LIBERTA' Titus Burckhardt (storico)
Il Palio è l'ultima manifestazione della storia di un'orgogliosa città libera. (1958)
A. LORENZETTI Heinz Joachim Fischer (giornalista "Frankfurter Allgemeine")
Palio, il Campo e la festa dopo tutto sembra conforme allo spirito di Ambrogio Lorenzetti... Le imponenti scene in città ed in campagna, le figure allegoriche, le chiese ed i palazzi; tutto segue l'indicazione morale ed addirittura il principio tradotto in opera d'arte che per il benessere di una collettività l'interesse privato deve essere subordinato a quello comune. Nel Palio di Siena viene perseguito questo fine da parte dei cittadini. (1990)
MADONNA Mino Maccari (pittore del Palio d'agosto 1970)
Ma la Madonna come la faccio? Ho dipinto solo donnine allegre e ben truccate. Forse la dipingerà un angelo all'ultimo momento!
MAGIA Massimo Bilorsi (giornalista saggista)
La magia a Siena incontra subito il Palio, espressione vitale che non ammette sfumature nei responsi, attraverso formule e riti segno di un'esistenza spalla a spalla con il passato, con i confronti. C'è sempre qualcuno che, per esorcizzare la sorte, si fa portare in luoghi segreti, beve vino scadente, per essere condotto poi in un bosco da una giovane strega che lo seduce. (1991)
MILANO Anna Mosca (scrittrice)
Tuttavia se volessimo per esempio suggerire questa ricetta di pace a Milano, suddividendo questa grande città in tanti settori per fare dei suoi rioni tante buone famiglie alla maniera di Siena, la cosa non funzionerebbe. Mancherebbe il Palio. Mancherebbe l'iperbole spirituale del popolo senese... (1967)
MISTERO Roderick Conway Morris (giornalista "International Herald Tribune")
Ciò che rende il Palio così coinvolgente è l'elemento del mistero che esso nasconde, un mistero che forse neppure il più riflessivo dei senesi potrà mai spiegare completamente. Il Palio è fatto dall'uomo, è un'opera d'arte, ma un'opera fatta da molte mani attraverso molte generazioni, ciascuna delle quali ha aggiunto qualcosa sebbene la maggior parte dei vari contributi sia rimasta anonima. E la capacità del Palio di adattarsi ai cambiamenti dei tempi è stata sorprendente. (1998)
MONTAPERTI Idilio dell'Era (saggista)
Ché il Palio non è che una simbolica corsa attraverso la storia di una delle più superbe Repubbliche che abbia avuta l'Italia, una fuga fantasmagorica di brio e di costume per ritrovare una giovinezza ricca di tesori d'arte e di fede, d'entusiasmi e di devozioni ancorate sulle rive dell'Arbia: non è, in definitiva che uno spettacolo di ringraziamento alla Madonna per la vittoria ottenuta sui fiorentini a Montaperti il 4 settembre 1260 (1960)
MORTARETTO Alfredo Bonaccorsi (musicologo)
I tocchi cessano al principio della corsa quando scoppia violentamente il mortaretto, andando a riempire di echi la piazza e le vie adiacenti; rimane un brusio indistinto che, dopo tanto clamore, dà la sensazione del silenzio, di un silenzio inondato di vibrazioni di ansia, di sgomento, proteso verso la corsa... (1928)
MORTE Eugenio Montale (poeta)
... Geme il palco / al passaggio dei brocchi salutati / da un urlo solo. E' un volo! E tu dimentica / Dimentica la morte. (1939)
MOSSA Sergio Profeti (giornalista, saggista)
Ma l'aspetto più illogico dell'illogica corsa è rappresentato dalla mossa. Il "via" assume nel Palio un suo diabolico significato, un fascino tutto particolare. Solo il trascorrere degli anni ha saputo creare uno spettacolo nello spettacolo una illogicità nell'illogico. (1985)
MUSEO DI CONTRADA Mauro Civai (direttore del Museo Civico di Siena)
Siena vanta un primato nazionale per numero di Musei ospitati sul territorio, grazie soprattutto alla eccezionale serie delle storiche sedi di Contrada. Quello di Contrada è un museo modernissimo dove la memoria ogni aspetto della vita delle "città stato" senesi è rigorosamente ma affettuosamente conservato e documentato. (1998)
NERBATA Momo Giovannelli (poeta vernacolo)
Ma lascino le 'ose come all'antia! / Quando che c'era meno sentimenti / ma anche meno finzione e ipocrisia! / A dalli retta a questi cicisbei / si 'orrerebbe il Palio a complimenti / Passi... Ma che li pare? Passi Lei!! (1968)
NOSTALGIA Geno Pampaloni (scrittore)
Devozione religiosa e prodezza guerriera sono le componenti dello spirito civico, che aveva nella Contrada la sua radice e il suo alimento. Il Palio, oggi, è la trasposizione simbolica di tutto questo. Il furore delle passioni che ancora divampa attorno al Palio, quando "c'è terra in Piazza"... è anch'esso un traslato della nostalgia di Siena per il suo passato di Comune libero e ardito. (1986)
OLIMPIADI
Paolo Vagheggi (giornalista "La Repubblica")
"L'importante è vincere il Palio. Sì, perchè il Palio si vince o si perde. Al Palio non si arriva secondi o terzi. Il Palio è l'anti-olimpiade. L'importante è vincere, non partecipare":(1998)
PALCAIOLI E.A.Brigidi (storico)
... spiccano le grida "ai boni posti! Eccoli! Eccoli!" dei proprietari dei palchi che invitano gli spettatori, vantando ognuno la buona posizione del proprio, e stipandovi la gente come le sardine al caratello. (1875)
PALIO Henry James (scrittore)
La grande fragorosa sfarzosa carriera o animato divertimento, che simula ferocia se anche non la raggiunge, che è l'annuale orgoglio della città. (1909)

Filippo Tommaso Marinetti (scrittore)
"Il Palio è un pugno di diamante da tendersi contro qualsiasi nemico d'Italia". (c.a. 1930)

Tommaso Landolfi (scrittore)
Qui le mura paiono tagliate di materie preziose; aduste e brillanti... Al Palio di possono affidare le proprie sorti ed esso medesimo segna, per chi ha cuore, un'epoca dell'anima. (1939)

Giovanni Cecchini (storico)
Questa commistione di caratteri ufficiali e popolarità ha dato al Palio quell'impronta particolare che esso ha conservato attraverso i secoli e ai rivolgimenti politici, penetrando nella coscienza popolare in modo tale che non è concepibile pensare a Siena senza il Palio, né al Palio senza Siena. (1958)

Mario Ismaele Castellano (Arcivescovo di Siena)
Dire ai senesi di non partecipare al Palio è come dire ai pesci di non stare nel mare. (1991)

Stefano Bisi (giornalista "Il Corriere di Siena")
Il Palio è tre minuti con il cuore in gola, quattro giorni senza fiato, una vita da respirare a pieni polmoni. (1998)

Yoeri Albrecht (giornalista "Vrij Nederland")
Il Palio dura soltanto 90 secondi, ma sono i secondi più eccitanti che si possa vivere in tutta l'Europa. Il Palio è allegoria e realtà insieme. E' rimasto se stesso, adattandosi al tempo durante gli ultimi secoli e, perciò non è diventato un evento folcloristico artificiale. La gara è il fiore dell'organismo sociale delle Contrade di Siena. Una gara dove quasi tutto è permesso, ma l'esito viene definito dalla Fortuna. (1998)

Mario Luzi (poeta)
Il Palio è il Palio. Nessuna interpretazione sociologica, storica, antropologica, potrebbe spiegarlo. Sublimazione e dannazione insieme del fato in ogni singolo senese e nella sua cittadinanza. Rogo furente della senesità, in ogni caso impareggiabile conferma di essa. (1998)

PARADOSSO Emilio Ravel (giornalista)
Chi vorrà "vedere" davvero il Palio dovrà farlo anche attraverso gli occhi del paradosso e del mistero. Altrimenti gliene sfuggiranno l'essenza e il battito più profondo. (1992)
POPOLO Giuseppe La Farina (letterato)
In Siena il popolo non è già, come quasi in ogni altra parte d'Italia, spettatore della festa, è invece il principale attore di essa. (1842)

Geraldo Righi Parenti (scrittore)
Il Palio è il poema grandioso, magnifico di questa Siena, ed è tutta l'anima del suo popolo. (1926)

PIAZZA Augusto Mazzini (architetto)
Dall'interno della Piazza, per la consistenza della sua spazialità, la dimensione della città ci appare ignota. Essa può essere immensa o addirittura inesistente. Ma soprattutto dietro il Palazzo, anche per il rapporto che questo ha con il cielo, si avverte la distesa di un vuoto. La campagna è avvertita appunto come un vuoto e la città, con il Palazzo, gli volta le spalle. (1989)

Franco Fortini (poeta, saggista)
Nella Piazza c'è come un'enfasi: ma non nell'ordine del grandioso. E' difficile definirla. qualcosa di simile si trova forse a Venezia, in certo improvviso slargarsi. E' una sorta di avvertimento. E' uno degli aspetti che si potrebbe dire religiosi di Siena. (1989)

Carlo Nepi (architetto)
Ma l'immaginazione va oltre e trasforma questo spazio in un teatro gigantesco a tutta scena con il pubblico al centro e ai bordi che assiste alla sua gesta, al proprio spettacolo; e allora la terra, nascosta sotto la pelle di pietra riemerge e disvela la "naturalità" del luogo che diviene teatro della lotta animale, della corsa dei cavalli e degli uomini. (1998)

PITTURA Bruno Santi (Soprintendente ai beni Artistici e Storici)
Come poter riuscire a conciliare la dignità formale, l'equilibrio e la compostezza compositiva della pittura del pieno Rinascimento italiano con il dinamismo tutto luce, colore e movimento del Futurismo primonovecentesco? Chi è spettatore del Palio di Siena non può fare a meno di ricostruire nella memoria un arco temporale vastissimo dell'arte figurativa del nostro Paese, immergendosi nelle immagini che la festa gli offre durante il suo svolgersi. (1998)
PROVE Senio Sensi (giornalista "Il Carroccio")
Si va dietro al cavallo con un misto di orgoglio, di ostentazione, di potenza e di servizio che comporta qualche rischio. E' soltanto dopo che si è marciato e combattuto per la propria Contrada che ci si sente di appartenerle davvero. (1990)
RIONE Aldo Lusini (storico)
Con incenso e blasfemi, esultanze e silenzi, trionfi e sconfitte, è questo il rione: quello che di lontano più volentieri ricordi insieme al viso di una "tua" madonna - ogni volta che al crocicchio dei mondi una voce di Siena abbia incrociata la tua, e una mano franca si sia tesa verso di te: "Ma tu, dì... di che Contrada sei?". (1960)
RISORGIMENTO Massimo D'Azeglio (patriota)
La contrada dell'Oca vinse, e siccome ha i nostri colori, fu giubilazione generale. Mi vollero nominare de' protettori della Contrada, onde con questa scusa far fare una dimostrazione alla bandiera. (1858)
RITO Mario Verdone (scrittore)
Cerimonie ed eventi civici, nascite, funerali, sono costantemente accompagnati dalla presenza, almeno, del Paggio della Contrada, quando di non più copiosa rappresentanza in costume, come segno perenne dell'identificazione del Palio con la vita stessa della città e dei suoi abitanti, in ogni loro momento solenne. (1986)

Faiza Mahari (giornalista "Le matin du Sahara et du Magreb")
Il Palio non è semplicemente corsa di cavalli, ma il rito di una città, il momento culminante di una civiltà e il simbolo - quanto significativo - di una gloria militare repubblicana. (1989)

SACRO E PROFANO William Heywood (storico)
Questo lettore, è il Palio. E ripercorrendo la sua curiosa mistura di riti religiosi e di entusiasmi puramente profani è bene non solo ricordare le sue origini, ma anche tenere a mente il fatto che, nelle parole di uno scrittore moderno, l'Italia è sopra ogni altra terra la patria della natura umana - semplice, imperturbabile anche in presenza del suo Creatore. (1899)
SAGRE Roberto Barzanti (storico)
Come ogni organismo che viva di sangue umano,. il palio non tollera semplificazioni turistiche. Come ogni festa che sia radicata in un intrigo di lunga e antica storia, il Palio serba un suo significato scontroso a punto oleografico. Esige una intelligenza senza retorica, ha paura della banalità dell'aneddoto, ha paura dello slogan che lo riduca ad una delle tante invenzioni, a una delle tante banali sagre in costume di cui è pieno lo stivale (1972)
SCIABORDITO Alberto Comucci (scrittore)
Il Palio esalta e trascina il popolo al delirio, alimentato da una bufera di passioni che si scatenano dal suo animo fino quasi, in qualche momento, da turbarne la ragione e per dirla alla senese renderlo "sciabordito". (1926)
SCONFITTA Mario Celli (giornalista "Il Campo di Siena")
Il Palio, se per i non senesi può essere ed apparire uno spettacolo (spettacolo di folla il cui amore e passione trasuda nell'ardente lotta dei dieci protagonisti) per i senesi, i contradaioli, è sofferenza, entusiasmo o delusione. Il Palio non si vede, si soffre e non vi è gioia più immensa del trionfo quanto più amaro calice della sconfitta (1974)
SCOSSO Vasco Pratolini (scrittore)
...volgendomi alla pista vidi lontano una macchia rossa e nera rotolare e un cavallo sbrigliato inseguire il nugolo ansante dei galoppatori, fatto lieto e leggiero, libero del cavaliere... (1953)
SIGNIFICATO Aldous Huxley (saggista, scrittore)
No, il Palio è proprio uno spettacolo, senza nessun significato in particolare, ma per il semplice fatto di esser  tradizionale e ancora vitale, significa infinitamente di più degli eventi inglesi nati morti con tutti i loro versi sciolti alla Parker e le loro drammatiche rievocazioni. Perchè questi paggi, questi armati, questi alfieri provengono direttamente dall'età del Pinturicchio (1925)
SILENZIO Gianni Tiberi (giornalista "La Nazione")
E poi c'è un attimo in cui i suoni tacciono. Aspettando i cavalli che escono dall'Entrone quelle teste voltate all'unisono verso Palazzo Pubblico ne rappresentano l'essenza più intima. Il Palio come attesa, speranza. Lo sguardo al futuro trovando nelle vittorie del passato slancio e ansia di rinnovarle. Per capire il Palio la corsa non è necessaria. (1998)
SOGNO Margherita di Savoia (Regina d' Italia alla sua Dama d'onore Marchesa di Villamarina)
Il Palio è la visione di un poema ariostesco fatto realtà! Oh, Marchesa, pare di svegliarsi da un sogno e di aver vissuto un giorno in un'altra realtà (1861)
SOLITUDINE Giovanni Guiso (scrittore)
A Siena, più che altrove, grazie ad una sottile rete di feelings, si vince meglio la solitudine. Non è soltanto questione di dimensione della città ma proprio di qualità di rapporti che fioriscono nel sincero amalgama di diversi strati sociali che, livellati dalla cultura, convivono con reciproco rispetto, facilitati dall'onnipresente spirito contradaiolo (1993)
SORRISO Aldo Palazzeschi (scrittore)
Grida, rampogne, minacce... intrighi, tradimenti... qualche bastonata che vola e che cade, la pelle un pò ammaccata d'un fantino, due gocce di sangue magari... ma su tutto un sorriso, io pensavo il dì seguente, dopo una scena di colore come non vidi mai più bella, mentre il treno correva portandomi lontano da quelle mura che un miracolo conservava ai nostri occhi, e dove i più schietti parlatori d'italiano giocano con tanta grazia alla discordia (1926)
SPENNACCHIERA Corrado Govoni (poeta)
... E corri, o poesia
il traguardo è già in vista:
corri anche solo con la spennacchiera
della mia tradita primavera! 81953)
STORIA Gabriella Piccinni (storico)
I senesi coniugano il massimo dell'attrazione con il massimo dell'ignoranza per la propria storia. E' frutto, ad esempio, solo dell'immaginario civico l'idea che Siena sia sempre stata piena d'indomito spirito ghibellino, così come lo è il mito nato intorno alla battaglia di Montaperti, gran vittoria effimera per i ghibellini italiani e per Siena. Il Palio e Montaperti si somigliano: sono ambedue memorie di grandezza civica che hanno preso piede nella stagione della decadenza (1998)
SUONO Luigi Bonelli - Felice Boghen (musicologi)
Il Campo ha topograficamente la forma di una conchiglia: quindi la forma schematica di uno strumento. I palazzi all'intorno, la chiudono come in un'enorme cassa armonica dalla curva perfetta... La ripercussione dei suoni e dei rumori che simultaneametne e ininterrottamente vibrano in vari punti della piazza, pare aumentata e disciplinata da questo immenso vibrante strumento concavo, fino a trasformarsi in una sinfonia... (1928)
TAMBURO Antonio Zazzeroni (scrittore)
L'arte dI suonare il tamburo non si insegna a scuola. Lo suoni se lo ami e l'amore per lo strumento nasce e cresce di pari passo con l'amore per la tua Contrada. L'aula per lo studio è la strada o la piazzetta del tuo rione. (1985)

Alberto Giannini (tamburo di piazza dal 1934 al 1945)
Battere il tamburo per un senese è una grande soddisfazione perchè il tamburo segna i tempi delle varie manifestazioni contradaiole. Io ho avuto una disposizione direi quasi naturale per il tamburo e la gioia di suonarlo per tredici Contrade diverse. Quando ho fatto il primo ingresso in Piazza col tamburo  ero preso da una forte emozione. Lo ricorderò sempre come un avvenimento speciale della mia vita (1998)

TEMPO Luigi Testaferrata (giornalista "Il Giornale")
"Essere a Siena in questi giorni è come essere dentro la quintessenza del mondo: come se uno avesse preso una barca ideale e si fosse messo a fare la circumnavigazione di tutte le esperienze, avventure, rischi, scommesse follie, esaltazioni, astrazioni, sublimazioni, inabissamenti che sono successi da sempre nella storia degli uomini..." (1986)

Marco Falorni (giornalista "Il Cittadino")
"Il Palio è uno di quei momenti in cui si rivede la vita come in un film. Nessuna tecnologia per quanto sofisticata, potrebbe riuscire a concentrare in così pochi attimi un tale patrimonio di ricordi, nitidi e meravigliosamente fusi con la realtà circostante. A Siena, si sa, la vita si misura in Palii e così ogni contradaiolo tiene un suo personalissimo "metro" di memoria, da una vittoria fino alla successiva". (1997)
TIFO Walter Veltroni (Ministro per i Beni Culturali)
Andate a Siena, andiamoci, ci sono molte cose da imparare e uno spettacolo meraviglioso da vivere. Mi raccomando, però, senza disturbare troppo. E senza fare il tifo per contrade che non ci appartengono. (1995)
TRIPUDIO Silvio Gigli (radiocronista "RAI")
Siena trionfa immortale in un "tripudio di bandiere... In questo tripudio di drappi e di bandiere, Siena trionfa come sempre immortale. (c.a. 1970)
TURISMO Carlo Cassola (scrittore)
Indubbiamente il Palio di Siena vive di vita propria; non ha avuto bisogno di iniezioni più o meno interessate per tenersi in piedi. Questo a differenza del Palio di Ferrara, a differenza della Giostra del Saracino di Arezzo, del Calcio in costume di Firenze e di altre manifestazioni resuscitate e tenute in vita da velleità di speculazione turistica. (1946)
UMORE Lis Harris (giornalista "The New Yorker")
L'umore, ora che il giorno vero e proprio della corsa era arrivato, veniva positivamente controllato, c'erano pochi canti e grida e quasi nessuna bellicosità. Non si poteva definire un'atmosfera calma, era più un'inalazione di un torpore di massa. (1989)
UTILITA' Franco Cardini (storico)
Ma la peggior calunnia è che il Palio sia inutile. Bisognerebbe spezzarla via, questa infausta categoria dell'Utile che ha fatto tanto male - e lo vediamo ogni giorno - al mondo contemporaneo. Utile perchè? Utile come? Utile a chi? Il Palio è inutile come l'arte, come l'allegria, come l'amore, come la buona tavola: se utilità è sinonimo di grigia funzionalità e di profitto fine a se stesso, allora il Palio è inutile certamente . (1988)
VITTORIA Beppe Gentili detto Ciancone (fantino)
Come vincere il Palio di Siena non c'è cosa, non si può dire. (1969)

Andrea De Gortes detto Aceto (fantino)
Perchè a Siena c'è questa strana abitudine per cui se non vinci il Palio, lo perdi (c.a. 1980)