Il Maghreb

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Il Maghreb

L'interesse del Centro Gabrio Avanzati per i Paesi del Maghreb trae origine da una serie di fattori di natura politica, sociale, storica e culturale che riguardano la loro collocazione geografica nel bacino del Mediterraneo, i passati rapporti coloniali, nonché il fenomeno migratorio che ha interessato e continua ad interessare il nostro Paese, con particolare riguardo alla comunità marocchina che è stata la prima a mettere radici in Italia.

L'emigrazione maghrebina in Europa occidentale ha origine con la colonizzazione francese dell'Africa del Nord, da cui resterà a lungo condizionata anche dopo l'indipendenza dei Paesi maghrebini.

Negli ultimi tre decenni, tra Algeria, Tunisia e Marocco, differenze significative sono emerse nel movimento migratorio.
Colonizzati precocemente, gli algerini sono stati i primi ad intraprendere viaggi verso l' Europa.

La Prima Guerra Mondiale portò in Francia il primo grande flusso di lavoratori coloniali, reclutati con la forza per sostituire nei cantieri gli operai francesi che erano stati mobilitati, o per rafforzare il fronte. Al termine del conflitto, la maggior parte dei sopravvissuti fu rimpatriata.
Con la crisi economica del 1929 che piegò l'intera Europa, i maghrebini furono chiaramente i primi ad essere interessati dal fenomeno della disoccupazione. L'emigrazione, non più sostenuta dai datori di lavoro, fu sottoposta a misure restrittive e si ridusse sensibilmente.
La Seconda Guerra Mondiale portò ad un secondo reclutamento in massa, ancora una volta come lavoratori o soldati. Molti furono reclutati anche nelle fila tedesche per le fortificazioni sull'Atlantico. Dopo lo sbarco alleato in Africa del Nord e in Sicilia, parteciparono al conflitto in Italia, Francia e Germania.
Il reclutamento per fini lavorativi andò avanti per tutto il periodo della ricostruzione post-bellica fino al finire dell'epoca coloniale.

Dall'indipendenza degli Stati maghrebini, né il controllo alle frontiere, nei luoghi pubblici, sui posti di lavoro o di abitazione, né le misure di espulsione sono riusciti a dissuadere l'immigrazione clandestina, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. 
L'emigrazione, sia regolare sia clandestina, ha infatti subito una certa evoluzione, poiché fino a metà degli anni '70 ha riguardato soprattutto persone analfabete o con un livello di formazione professionale generalmente basso, mentre oggi interessa sempre più anche giovani, provenienti in gran parte da centri urbani, solitamente celibi, diplomati o con un accettabile livello di formazione professionale, alla ricerca di opportunità migliori di quelle fornite dai propri Paesi d'origine.

I marocchini costituiscono oggi la metà degli immigrati maghrebini presenti in Europa. Triplicati nell'arco degli ultimi 15 anni, sono presenti praticamente in ogni Paese europeo.
Tra tutti gli immigrati dai Paesi del Sud, costituiscono la comunità straniera più numerosa in Belgio, Italia e Spagna; la seconda in Francia (dopo gli algerini) e nei Paesi Bassi (dopo i turchi); la terza in Germania (dopo turchi e slavi del sud).

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