9 settembre 2000
IL DRAPPELLONE
dipinto da LORIS CECCHINI

Loris Cecchini  ha realizzato il drappellone per il Palio Straordinario del 9 Settembre dedicato all'avvento dell'anno 2000
Presentazione del Palio dipinto da Loris Cecchini
di Pierluigi Piccini

LORIS CECCHINI HA REALIZZATO IL DRAPPELLONE PER IL PALIO STRAORDINARIO DEL 9 SETTEMBRE DEDICATO ALL'AVVENTO DELL'ANNO 2000

Loris Cecchini è nato nel 1969 a Milano, si è diplomato presso l'Istituto d'arte di Siena, ha frequentato l'Accademia di belle Arti di Firenze ed ha concluso la sua preparazione all'Accademia di Brera a Milano.

Il suo linguaggio artistico usa  metodologie e strumenti diversi per arrivare ad un processo/opera dalle caratteristiche rappresentative basate sulla multimedialità interattiva. La sua concezione del reale è frutto di un'elaborazione dei codici della verità tecnologica e l'opera che nasce è come un'azione in sospensione che stimola lo sguardo ad entrarvi dentro.

Come in un gioco, crea scenari e coreografie dove inserire i suoi personaggi, figure,  simboli: il mondo dell'infanzia, che trasportato al presente è da Cecchini rinventato e trasformato a piacimento.

Ed ecco nascere storie di immagini, fotografie digitali, sculture molli: l'immaginazione va in scena. L'arte diventa comunicazione.

Tra le numerose  personali del giovane e già affermato artista ricordiamo esposizioni alla galleria Max Estrella di Madrid, al Centro Galego de Arte Contemporanea di Santiago de Compostela (Spagna), all'Istituto Italiano di Cultura di Colonia, alla Galleria Claudia Gian Ferrari Arte Contemporanea a alla Galleria Bordone di Milano.  Nelle mostre collettive è stato presente, ultimamente, alla Biennale di Taiwan, al Centro di Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, e nella maggiori città italiane ed europee: Parigi, Londra, Berlino, Torino, Mantova, Roma, ecc.

 


Presentazione del Palio dipinto da Loris Cecchini

Certi racconti, anche nel rituale collaudato del Palio, appaiono meno consueti, provocano sensazioni insolite. Come il fatto di tornare qui, per la terza volta nello stesso anno. C'è stasera qualcosa di diverso dall’abituale. Forse perché stiamo arrivando al termine di un’estate lunga, in cui i tamburi non hanno mai smesso di suonare. O probabilmente è solo che lo straordinario ha un sapore differente, una luce che non è la stessa. La passione e l’attesa però non cambiano mai d’intensità.

Eppure questo evento particolare, dedicato ad un anno, ad un millennio, forse ad un’epoca nuova, ha in qualche modo il compito di raccontare il passato e, senza bisogno di scomodare il futuro,   sempre così difficile da leggere, almeno deve cercare di ricordare qual è il nostro presente.

Passato e presente. Tradizione e tecnologia, storia e innovazione. Siena ora è questo. Ha il Palio ed i suoi colori, ha la consapevolezza di portare con sé arte, cultura, creatività.

Viviamo in un contesto sociale in cui la fruizione dell'arte è sia un’esigenza che un'opportunità collettiva. L'opera passa dalla sfera del sacro e del rito a quella della comunicazione, scende fra la gente, dialoga con essa, diventa oggetto d'uso comune. Comunica ed ottiene risposta, diretta, immediata. Positiva o negativa, fischi o applausi. Non importa, il passaggio è ugualmente compiuto.

 La scelta di Loris Cecchini viene dall'esigenza di dare concretezza a queste motivazioni, deriva dalla necessità di evidenziare il passaggio, individuare un punto d'osservazione che ci consentisse di guardare in ogni direzione: indietro o avanti. Raccontare la storia con gli occhi e gli strumenti della contemporaneità.

Il Drappellone del Palio straordinario di settembre 2000 parla di Siena e della sua festa, della piazza, della città moderna e della tradizione: il tufo, i cavalli, la conchiglia, i colori delle contrade non tradiscono l'attesa di chi si aspetta di trovare gli elementi rassicuranti di sempre. Sono cambiati gli strumenti per creare - la fotografia digitale, il computer, le tecniche di riproduzione - non certo la capacità dell’artista di rendere sulla tela le emozioni ed i significati della nostra festa.

Cecchini è un artista contemporaneo che recupera con la tecnologia un rapporto che viene da lontano e che un tempo era la normalità. Basti pensare agli artisti-tecnologi del Rinascimento come Leonardo o il senese Francesco di Giorgio.

Il filosofo tedesco Walter Benjamin, negli anni ’30,  aveva capito come  la disponibilità di strumenti tecnici portato al superamento della concezione idealistica dell’arte. Non più quindi attività sacrale che l’artista, individuo eccezionale, pratica in piena solitudine ma contenuto di un messaggio da comunicare ad una platea di fruitori sempre più vasta. La riproducibilità e le nuove tecniche non annullano però la funzione estetica dell’opera. Ne danno una diversa definizione, più adeguata e funzionale alle mutate condizioni storiche dopo la nascita delle società di massa.

Così la fruizione dell’opera d’arte diventa sia un’esigenza che un’opportunità collettiva quando si passa dalla sfera del sacro e del rito a quella della comunicazione sociale.

Oggi ogni nuovo strumento tecnico di riproduzione viene messo rapidamente a disposizione dell’attività artistica, insieme al pennello ed alla tavolozza dei colori, portandosi dietro nuove capacità espressive e modi di vedere e rappresentare.

Ma in fondo il digitale non è che un passo nel processo di trasformazione storica. E se da una parte introduce senza dubbio innovazioni, dall’altra è solo l'ultimo tratto di un percorso che affonda le sue radici molto addietro nel tempo.

Il drappellone di Loris Cecchini è l'espressione più immediata della Siena contemporanea, della festa di oggi, che vive di immagini, computer, fibre ed innovazioni.

E così è anche per un'altra opera d'arte che viene presentata questa sera ai contradaioli. Il Masgalano di Vittoria Marziari, offerto dal Ceis alla miglior comparsa, dialoga con la luce e con l’energia cercando di cogliere l'anima più dinamica, le sensazioni più immediate. Sono due artisti del nostro tempo ai quali abbiamo chiesto di farci da guida nel rituale conosciamo bene ma che vogliamo ripercorrere ogni volta con lo stesso entusiasmo.

 

Pierluigi Piccini