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Fuori dal Palio e dalla Piazza, la città cambia. Il centro storico si svuota drasticamente. La vita nei rioni si impoverisce. La stragrande maggioranza dei contradaioli, circa il 90% vive fuori dai confini del proprio rione e lo frequenta ormai da pendolare. Ma a impedire che la città cambi volto resta la sua ferrea e invisibile "quarta dimensione" contradaiola, che è prima di tutto dimensione dello spazio simbolico. Oggi la Contrada, nel territorio dai precisi confini, ha una serie di spazi e luoghi significativi, prima di tutto una "porta" simbolica, non marcata da speciali segni architettonici ma conosciuta per tradizione, rivolta verso il centro della città. Le porte della città per quanto riguarda le Contrade e il Palio sono monumenti come gli altri e per di più rivolti dalla parte sbagliata.L'Oratorio, luogo più antico della Contrada, funge da Cappella per le cerimonie religiose sia della Contrada che dei suoi singoli membri. La Società di Contrada è un vasto circolo aperto quotidianamente e gestito dal volontariato contradaiolo. Quasi sempre ad esso è unito e collegato un ampio spazio verde acquisito in proprietà dalla Contrada o liberamente concesso in uso dal Comune, saggiamente impegnato a difendere le valli verdi entro le mura, nella convinzione che le Contrade siano gli organismi cittadini più indicati a custodirle gelosamente e a farne un uso corretto e socialmente valido. Sono le Società a farsi carico della socializzazione quotidiana dei contradaioli con l'organizzazione e la gestione del tempo libero, a creare e cercare incessantemente nuove occasioni di vita sociale al passo con i tempi. Da circoli per soli uomini quali erano, le Società sono sempre più una sorta di clubs per "soci e famiglie". In Società si formano e si incontrano periodicamente gruppi di età o gruppi d'interesse. La vita di Società è ormai l'equivalente funzionale e simbolico della vita di rione delle generazioni passate. La Società èilbraccio secolare della Contrada. Per la città sono disseminate le fontanine che portano segni araldici delle Contrade. Sono usate per il battesimo contradaiolo, e soprattutto costituiscono il segno architettonico maggiormente connotato della Contrada; i tabernacoli di Contrada prendono invece colorazioni e connotazioni contradaiole solo una volta l'anno, quando i bambini li decorano con fiori e colori per la festa della Madonna l'8 settembre. |
![]() Le Contrade e i riti di passaggio: il Battesimo contradaiolo, il matrimonio e la cerimonia funebre. |
La sede storico-museale i contradaioli la chiamano "Contrada" per autonomasia, e rifiutano di chiamarla o pensarla "museo". Per ognuno di loro infatti è l'estensione naturale della propria casa, la casa comune ove si conservano con ogni cura e si mostrano con orgoglio i beni storici, artistici e archivistici acquisiti o donati dai suoi membri. Alla stessa maniera la popolazione della Contrada è considerata dai contradaioli come l'estensione naturale della propria famiglia biologica. A chi ha cercato a tutti i costi analogie con altri tempi, altri luoghi e altre culture è apparsa tribù metropolitana, clan mediterraneo, moderna consorteria o fazione, moderno "monte" interclassista. Ai senesi piace invece sottolinearne l'unicità storica e sociologica. La Contrada continua a prender parte al Palio e ad erogare i riti di passaggio e di conferma di identità. E' presente a nascite, matrimoni e funerali con ilpaggio o la bandiera; nelle occasioni speciali della vita individuale dei contradaioli invia un biglietto di augurio, di felicitazione, di solidarietà, di condoglianze. La Contrada ama porsi e pensarsi nei termini di una piccola patria autonoma, una città nella città "confederata" di Siena. In questa ottica nel dopoguerra fiorì una serie di gemellaggi tra Contrade e città italiane: Aquila e l'Aquila, Chiocciola e Venezia, Istrice e Perugia, Pantera e Lucca e così via. Ma la consustanziale incompatibilità della Contrada con ciò che accade "fuori" ha lasciato tali gemellaggi atti formali e occasionali, praticamente inattivi. E' Siena come città che seguendo un trend europeo si è gemellata e opera scambi culturali assai attivi con Weimar, Wetzlar e Avignone. Alla Contrada si appartiene tradizionalmente in diverse maniere. La più antica è lo jus soli, ossia la nascita entro i confini della Contrada. Molte sono le storie di puerpere trascinate a partorire nel luogo giusto, o di terra di Contrada sparsa sotto il letto d'ospedale per ricostruirvi il suolo avito. Più di recente, essendo quasi scomparse le nascite nelle abitazioni private, lo jus soli si applica alla Contrada dove si trova la residenza anagrafica del nuovo nato. Si appartiene alla Contrada tradizionalmente anche per jus sanguinnis, per discendenza diretta da membri di una Contrada. Quando i genitori sono di due Contrade diverse, l'appartenenza contradaiola dei figli è attentamente negoziata, tenendo conto delle ascendenze e delle parentele da entrambe le parti e della rilevanza della Contrada nella vita di ognuno dei genitori. Un terzo criterio è una sorta di jus affinitatis ossia il costume, ove non valgono motivazioni dei due ordini precedenti, di divenire membri della Contrada che si sceglie di frequentare, dove si hanno i rapporti sociali più stretti e importanti, o per chi viene da fuori città o fuori nazione dove si fanno e si frequentano i primi amici senesi. Anche questo costume è antico. Nei primi secoli le Contrade ebbero i "nobili protettori" (che le rappresentavano presso le pubbliche autorità prima che si ampliassero il ruolo e lo status del Priore) residenti anche fuori dal proprio territorio. Il Bando di Violante esplicitamente mantenne alle Contrade il privilegio di cercare e mantenere protettori al di fuori dei loro confini territoriali. Oggi ogni Contrada all'interno della propria popolazione ha un numero consistente di "protettori" che la sostengono finanziariamente con contributi volontari, la cui entità è riservata. Anche il numero dei protettori è tenuto riservato, ma si può stimarsi tra diverse centinaia nelle Contrade meno popolose a qualche migliaio in quelle di maggior popolaziione. Le Contrade da un aparte mettono in risalto i titoli sociali nobiliari e professionali dei propri membri, ma dall'altra sottolineano volentieri che in Contrada vige da sempre il "darsi del tu" e il franco contrasto delle opinioni. La Contrada rappresenta così insieme la gerarchia reale della società senese e la communitas ideale nella quale tutti i membri hanno uguali diritti e doveri, libertà e dignità e si confrontano nella loro individuale umanità. E' in fondo nella coesistenza e nell'equilibrio di queste due contraddittorie caratteristiche che risiede l'originalità antropologica della Contrada come struttura sociale complessa. Una struttura, insistono i senesi "democratica", anche se la democrazia contradaiola ha modi e tratti meglio riferibili al Rinascimento che all'età contemporanea. Lo mostrano tra l'altro i suoi meccanismi elettivi e l'organigramma delle sue cariche. Le elezioni si tengono generalmente ogni due anni. Le candidature sono proposte da una commissione elettorale di una decina di elementi, designati per elezione dagli organi in carica, che selziona i nominativi da inserire nella grande lista unica che si vota per assenso, lasciando la scheda intatta, oppure der dissenso, "per cancellatura" con o senza sostituzione del nome o dei nomi cancellati. Con le elezioni vengono eletti un Consiglio Generale (usualmente un centinaio di membri) e un Seggio di una quindicina di membri che governerà la Contrada. Lo presiede il Priore, capo della Contrada, al quale spetta l'antico titolo di "Onorando".Lo assiste il Vicario. Per quanto concerne il Palio, la Contrada è invece guidata dal Capitano, coadiuvato da due Mengini o Tenenti, nelle diverse Contrade eletti o designati dal Capitano stesso o dal popolo attraverso l'assemblea. Il Correttore, sacerdote di Contrada, è eletto e poi designato con il placet della Curia. Officia tutte le cerimonie religiose della vita contradaiola. Un addetto alle finanze coordina il capillare lavoro dei numerosi incaricati a raccogliere le promesse di elargizioni - tutte riservate - sia "a Palio vinto" che a fondo perduto. Queste ultime copriranno le spese fisse relative a ogni Carriera e magari le spese, non rendicontate nel dettaglio sostenute per far sì che l'avversaria perda il Palio. Un collegio di Maggiorenti, i boni homines della Contrada, raccoglie gli ex Priori, gli ex Capitani e altri notabili. funge essenzialmente da organismo consultivo al massimo livello, assicurando continuità di politiche e di interventi alla Contrada e il rispetto delle costituzioni. I gruppi delle donne e dei giovani, sempre più attivi e presenti, hanno portato nella vita di Contrada lo stesso elemento innovativo che rappresentano nella società italiana contemporanea. Se la Contrada, custode per eccellenza della tradizione, ad alcuni non appare all'avanguardia nel processo di parificazione e di innovazione sociale di queste ultime decadi, è pur vero che ha sempre registrato con puntualità ogni mutamento nella storia sociale di Siena, e continua a farlo oggi: di recente, donne sono state elette alla carica di Presidente di Società, di Priore e di Capitano. E l'età media delle dirigenze di Contrada si abbassa costantemente. Una volta all'anno, nell'arco di tempo che corre dalla primavera alla fine dell'estate, la Contrada celebra la festa titolare in onore del suo santo patrono o di una particolaare epifania mariana. La sera del sabato ha luogo il "ricevimento della Signoria", ossia il Priore, la Sedia e i notabili della Contrada con un contorno di monturati e di popolo ricevono i Priori delle Contrade alleate o "aggregate" come si chiamano con un termine dal sapore etnocentrico. Segue il solenne mattutino officiato dal Correttore e talvolta concelebrato da altri Correttori, con il canto dei salmi e degli inni. Dopo un rinfresco, erede degli ottocenteschi Vermouth d'onore, ci si sposta nelle strade del rione ove ha avuto luogo una cena all'aperto, che prosegue con canti, intrattenimenti musicali e giochi tradizionali quali il Palio dei barberi con premi gastronomici, il Palio dei ragazzi, il tiro a segno, l'albero della cuccagna. Le vie sono illuminate da centinaia di lumi a muro detti "braccialetti". La domenica ha luogo il "giro" di onoranze ai protettori che risiedono fuori dal territorio della Contrada. Alcune Comparse contano fin oltre cento elementi. Talune effettuano il giro di campagna sempre però nelle attinenze urbanistiche della città. Si visitano tutte le Contrade (salvo l'avversaria), che aprono l'Oratorio dove si rende omaggio alla consorella. Le Contrade alleate offrono lauti rinfreschi. Non si tralascia una visita ai contradaioli sepolti nei due cimiteri della città: per loro la Contrada celebrerà una messa di suffragio. La mattinata si conclude con il battesimo contradaiolo che il Priore impartisce ai nuovi nati, e agli adulti che lo richiedono, con l'acqua della fontanina. Il giro termina con il raduno di Comparsa, dirigenti e contradaioli in un punto della città. Si forma un corteo che rientra a bandiere spiegate in Contrada per le vie del centro accompagnato da una banda musicale. Una cena di chiusura concluderà i festeggiamenti. |