sommario

In Consiglio Comunale mi sono espresso a favore del bilancio di previsione 2005, non solo a seguito della mia adesione politica all'area dei riformisti dell'Ulivo, ma anche per una condivìsione generale delle scelte amministrative. Il bilancio previsionale e quello pluriennale mettono in evidenza un'articolata scelta delle priorità sulle quali si è deciso di impiegare le risorse disponibili. Dai grandi progetti quali la necessaria realizzazione del nuovo stadio a Isola d'Arbia e la contestuale riorganizzazione della zona Lizza/Fortezza, la realizzazione del parcheggio ex Sita, che permetterà una soluzione sostanziale delle problematiche sosta/accesso/viabilità per la parte nord della città. Dal piano degli investimenti del bilancio emerge una particolare attenzione alla manutenzione generale della città, principale "grande progetto" di quest'Amministrazione che, con luci e ombre, avanza, più o meno speditamente. Un bilancio che destina risorse per migliorare i problemi della viabilità, con la realizzazione della "strada fiume" e dell'autostazione di Via Lombardi, con un incisivo programma sul settore sociale al quale è destinato un buon 14,37% delle spese correnti del 2005, con un incremento di circa il 36% dal 2002. Inoltre, occorre contestualizzare il bilancio del Comune di Siena nel quadro nazionale, orientato verso un modello di federalismo fiscale imperfetto che, da un lato, riduce progressivamente i trasferimenti economici centrali e, dall'altro, aumenta le funzioni delegate agli enti locali dallo Stato stesso. Come a dire: "vi trasferisco meno risorse e contestualmente vi assegno altre funzioni e compiti...", un limite concettuale dell'agire del governo sulla politica degli enti locali. In questo contesto è, pertanto, da apprezzare che l'ICI sull'abitazione principale si attesti sempre al 4 per mille e che l'indice di autonomia impositiva del Comune di Siena continui a scendere dallo 0,36 del 2004 allo 0,33 del 2005.

A mio avviso il bilancio previsionale 2005 del Comune di Siena sicuramente obbligherà la Giunta ad assumersi molte responsabilità per non deludere le tante attese dei cittadini, anche perché dopo gli ultimi tagli della Finanziaria verranno imposti severi limiti alla operatività dell'Amministrazione Comunale. Pertanto, sia la maggioranza che governa la nostra città, sia le minoranze, sanno che i mezzi finanziari del Comune, per effetto dei minori introiti derivanti dai trasferimenti dello Stato, sono insufficienti a fronte delle necessità e delle problematiche esistenti.
Quindi è logico ritenere ampiamente giustificate le proteste e gli appelli che vengono rivolti dalle forze politiche locali al Governo centrale, di non dover far ricadere sulla

pelle dei cittadini, specie su quelli a reddito medio-basso, il peso della preoccupante crisi economica dovuta soprattutto al cambio della lira in euro, che ha investito il nostro Paese. Considerato però che uno strumento previsionale non è intangibile nel corso di un esercizio annuale, e quindi saranno possibili aggiustamenti e variazioni, è auspicabile che gli stessi proponenti sappiano far tesoro di un qualsìasi suggerimento dettato dalle necessità e dalle esigenze che potrebbero verificarsi nel corso dell'anno, cogliendo tutte le occasioni da perseguire per poi dimostrare al consuntivo che quanto promesso nel bilancio previsionale è stato mantenuto con la massima aderenza possibile. È anche vero che volendolo esaminare con la lente di ingrandimento, il bilancio previsionale 2005 si potrebbe prestare a diversi rilievi, ma ciò non farebbe altro che alimentare una vocazione esasperata alla critica. Ma, se la volontà della Giunta troverà il conforto di una ragionevole fattiva collaborazione dei dirigenti dei vari settori, l'anno in corso potrebbe portare finalmente a regime le molte opere pubbliche avviate. Ciò significherebbe tradurre in concreto gli obiettivi proposti per un'idea sempre più avanzata per lo sviluppo della città e il suo territorio.

Non è certo un momento facile per gli enti locali italiani. La sfavorevole congiuntura internazionale ed una crisi ormai tangibile dell'economia, hanno prodotto una Finanziaria 2005 assai dura per i Comuni Italiani. Il vecchio patto di stabilità, che imponeva di non superare le spese dell'anno precedente, è stato integrato addirittura con tagli da apportare ad alcuni capìtoli di bilancio. Se si considera che il patto di stabilità blocca la spesa dei Comuni già da anni, appare evidente che le pubbliche amministrazioni hanno grossi problemi a programmare investimenti in grandi opere o anche in manutenzioni straordinarie e nello stesso tempo rispettare le nuove regole. Può accadere anche che, è il caso di Siena, ci sia il rischio di non poter spendere nemmeno i soldi che ci sono o che sarebbero disponibili senza crescere nell'indebitamento (i provvedimenti della Finanziaria colpiscono la spesa totale, senza calcolare quale siano le effettive disponibilità dell'Ente). In molti casi la riduzione delle risorse statali agli enti locali è stata compensata con un aumento di tasse e tariffe (addizionale Irpef, Ici, Tarsu o Tia).
Fatta questa premessa, il bilancio del Comune di Siena è tutto sommato positivo e testimonia il costante conflitto tra le necessità del Governo centrale e quelle dei Comuni di tutta Italia.
Molti degli enti governati dalla destra e dalla sinistra hanno dovuto alzare le imposte. A Siena è aumentata di una minima percentuale solo la Tia ed è un buon risultato, considerato, anche, che l'amministrazione si è impegnata in nuovi progetti di notevole importanza e nel consolidamento dei progetti già in essere. Inoltre importanti risorse sono destinate allo sviluppo dei servizi per il cittadino.
Sienaindipendente resterà vigile, come lo è sempre stata, perché ciò che è scritto sulla carta sia confermato durante il 2005 dai fatti.

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