
La rituale discussione sul bilancio si è svolta secondo il consueto cerimoniale: a favore o contro senza una reale approfondita discussione sui contenuti.
È ben vero che il bilancio è un documento che offre poche occasioni di novità anche per la sostanziale rigidità delle varie poste di entrata.
Una nota positiva è indubbiamente l'abbassamento dell'ICI al 4‰ per la prima casa e l'estensione di tale abbassamento alle seconde case abitate da congiunti di primo grado del proprietario (per esempio figli); altrettanto positiva appare l'estensione di tale agevolazione a riconosciute e ben comprovate situazioni sociali (handicap,ecc.). Negativo invece l'aumento dell'ICI per la seconda casa, ma proprio c'era bisogno di aumentarla? Non potrebbe anche essere questo aspetto un ulteriore
disincentivo sull'ampio versante della casa soprattutto nei confronti della popolazione con reddito medio?
Di fatto, le entrate tributarie del Comune continuano a crescere, il che non può non essere motivo di preoccupazione ed incomprensione, visto che nelle risorse correnti continuiamo a trovare sostanziosi proventi della Fondazione (il 12,5%).
Altrettanto motivo di preoccupazione è il capitolo delle entrate in conto capitale. Qui l'intervento della Fondazione sale al 29% della cifra indicata, ma nonostante questo grosso intervento c'è un forte sbilancio fra entrate ed uscite (oltre 17 milioni di Euro) con un saldo da finanziare di quasi 11 milioni di Euro (10.962.000). Si continua pertanto ad incrementare l'indebitamento: la spesa per interessi passivi a carico del Comune è passata da 4.600.000 Euro nel 2001, a 4.919.000 nel 2002, a 5.556.000 nel 2003.
Questo aspetto crea un bilancio che possiamo definire rigido, nel senso che la spesa per interessi aumenta sempre più il capitolo delle spese correnti che, di fatto, rischia di "ingessare" nel futuro tutto il bilancio.
Ma questo rischio di "ingessamento" non è solo derivante dall'aspetto finanziario relativo al le spese correntisopra ricordato. Anche le spese per interventi rischiano di produrre lo stesso pernicioso effetto. Tali spese, infatti, si prospettano in tempi lunghissimi (basta
vedere il piano triennale).
Un aspetto carente del bilancio è la mancanza dell'elenco degli immobili di proprietà e di quelli affittati. È invece fondamentale conoscere l'inventario completo con i rispettivi contratti e canoni di locazione di tutti i locali sia di proprietà che in affitto da parte del Comune. Un aspetto particolare è la consistenza dei residui degli

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affitti non riscossi per gli anni 2001 e precedenti per un importo di oltre 869.000 Euro,che viene giustificata con le difficoltà di ordine sociale che il Comune incontra nei riguardi di famiglie in difficoltà. Ma allora perché non
si è previsto un fondo di svalutazione dei crediti che tecnicamente è l'unico che può consentire di far fronte alle eventuali carenze nella riscossione degli affitti?
Sulla stessa linea perché il bilancio non prevede un fondo spese impreviste quando poi di fatto si sa bene che spese impreviste sicuramente si dovranno affrontare? Infine nessuna previsione viene fatta circa la consistenza e lo sviluppo dei residui passivi, mentre la effettiva realizzazione degli investimenti per strutture ed infrastrutture evidenzia notevoli ritardi ed incertezze periodicamente rinnovate circa il rispetto dei tempi di completamento.
È la storia del grande libro degli interventi per il prossimo triennio ed in particolare dell'esercizio
2003 che in gran parte sono finanziati con contributi della Fondazione, ma che rischiano di creare ulteriori residui passivi.
Conclusivamente alla rigidità di tutta una serie di poste del bilancio non si è fatto alcuno sforzo per razionalizzare le spese e realizzare una maggiore efficienza cosicchè si continua su una linea di tendenza che trasferisce di anno in anno l'indebitamento che si va incrementando del costo degli interessi. Non sembra sia il caso di essere ottimisti, come il bilancio vorrebbe farci credere.
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