
È stato esattamente sul numero di un anno fa di questo
periodico, che comparvero due articoli, rispettivamente del l'assessore all'urbanistica, Fabio Minuti, e
del presidente della Commissione Consiliare Assetto del Territorio, Fabio Lapisti, in cui si annunciava l'impegno dell'Amministrazione per predisporre il Piano Strutturale che riguarda il nostro Comune. Da allora è iniziato, da parte degli uffici tecnici del Comune, un intenso lavoro di raccolta e predisposizione di dati ed elementi che hanno portato alla presentazione nel Consiglio Comunale dell'11 febbraio 2003 della delibera di Avvio del procedimento di formazione del Piano Strutturale stesso. Non solo, i due articoli cui ho fatto riferimento, assieme ad altre uscite in cui se ne annunciava la preparazione, hanno creato nella città una legittima aspettativa rispetto ad un qualcosa che va ad affrontare tematiche sempre, per vari motivi, di grande interesse per i cittadini. Dobbiamo tenere presente inoltre che la previsione della dotazione, da parte dell'Amministrazione Comunale del Piano Strutturale, deriva dalle disposizioni previste dalla Legge Regionale 5/95 e dalla Delibera attuativa del Consiglio Regionale della Toscana 217/98, si tratta quindi di uno strumento amministrativo assolutamente nuovo. Al riguardo ci sono da fare alcune considerazioni, in particolare per i non addetti ai lavori. Si tratta di cercare di capire di cosa si parla esattamente. Il Piano Strutturale è, insieme al successivo Regolamento Urbanistico e al Programma Integrato degli Interventi (facoltativo), una parte di quello che costituirà il nuovo Piano Regolatore Generale per Siena. Nel Piano Strutturale si individuano, senza assegnare prerogative di edificabilità, le linee guida generali e strategiche per un organico sviluppo del territorio. Nel Regolamento Urbanistico si individuano gli insediamenti dell'intero territorio comunale, individuando il perimetro del centro abitato e le superfici degli edifici e delle aree con le loro varie destinazioni. Questo naturalmente in estrema sintesi e semplicità. Un aspetto da sottolineare è che questo nuovo Strumento Urbanistico, non andrà quindi a sostituire da solo e da subito, l'attuale P.R.G., né andrà necessariamente a stravolgerne le linee giuda, che in larga parte potranno anche essere riprese, sarà piuttosto un qualcosa di più agile e snello a servizio dell'organizzazione e dello sviluppo funzionale del territorio, con l'indicazione delle principali opere viarie ed infrastrutturali, nonché di natura geologica ed ambientale, necessarie ad una vera e propria
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 programmazione dello sviluppo urbanistico e delle funzioni nel loro complesso.
Aspetto significativo di questa fase di Avvio del Procedimento, ritengo sia il coinvolgimento dei Comuni contermini, nella stesura contemporanea (per quelli che non lo hanno già fatto) dei loro Piani Strutturali, nell'ottica di una pianificazione dello sviluppo che trovi una razionalizzazione in quelle che sono le esigenze e le risorse reciproche. Importante ritengo sia stata anche la volontà manifestata dall'Amministrazione di coinvolgere nella stesura del nuovo strumento urbanistico tutta la città, sia
come singoli, che come società organizzata in tutte le sue articolazioni, recependo le esigenze e le istanze di tutti, ma ponendosi, nello stesso tempo, come reale elemento di garanzia dell'interesse e della visione generale. Per questo reputo sia stato un errore da parte della minoranza in Consiglio Comunale il voto contrario alla delibera proprio in questa fase che, come ho detto, è quella di Avvio del Procedimento. Così facendo, questa si è di fatto preclusa la possibilità di contribuire ad un dibattito che sicuramente si svilupperà in questo periodo in città e che a mio avviso avrebbe necessitato del contributo di tutti. Contributo che era stato espresso, in merito alla impostazione generale, sulla scorta della relazione tecnica degli uffici, allegata alla delibera, in modo positivo dai membri di minoranza della Commissione
assetto del Territorio, nella seduta precedente il Consiglio. Purtroppo questo atteggiamento di isolamento e di auto esclusione da quelli che sono i percorsi di normale confronto e dialettica politica sembra essere diventato una scelta strategica ricorrente da parte della minoranza, reiterata anche in occasione dell'approvazione del bilancio nell'ultimo Consiglio Comunale, in cui è stato scelto di abbandonare l'aula per la verifica del numero legale, come già avvenuto, tra l'altro, precedentemente non, come avrebbe avuto senso fare, al momento della votazione, ma nel corso del dibattito, rinunciando di fatto, alla possibilità di confronto e di esposizione delle proprie idee, ancorché naturalmente alternative a quelle proposte dalla maggioranza di governo di questa città.
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