L'inizio dell'iter procedurale del Piano Strutturale approvato a maggioranza nell'ultimo Consiglio Comunale rientra nell'adempimento della legge regionale, che prevede la realizzazione del piano in oggetto; pertanto in questo articolo ci proponiamo, come rappresentanti dell'opposizione, di esporre al lettore le motivazioni che ci hanno convinti ad esprimere un voto negativo. Contrarietà non su aspetti formali, ma sugli indirizzi di politica urbanistica della Giunta, esposti sia nella presentazione della delibera, sia nel richiamo specifico della relazione programmatica che il Sindaco ha illustrato in occasione della prima seduta di insediamento.
Ci preme sottolineare, infatti, come politicamente si sia di fronte all'ammissione di un grande fallimento del Piano Regolatore Generale del prof. Secchi, che avrebbe dovuto avere una valenza venticinquennale ed, invece, a distanza di solo 7 anni si inserisce nel piano strutturale la necessità della stesura di un "nuovo PRG".
Come rappresentanti della Casa delle Libertà abbiamo evidenziato in molti interventi i fallimenti del Piano Regolatore, difeso, caparbiamente, dalla maggioranza. Fallimenti che ci preme ricordare, in questa sede, anche se solo per capitoli, per motivi di spazio.
Per primo il "caro casa". Quasi inutile ricordare che Siena è fra le città con il costo al mq più alto d'Italia, anche se nella relazione programmatica di presentazione del PRG uno fra i primari obiettivi era quello di una diminuzione del costo abitativo. Continuando, ricordiamo gli elevatissimi prezzi immobiliari, anche nei settori artigianali e commerciali, che non incoraggiano certamente le attività produttive ed innalzano il prezzo della vita per i senesi, anche a causa del monopolio che riscontriamo, a differenza di altre realtà, nella catena di distribuzione. E questo perché il PRG non aveva previsto spazi sufficienti né per le abitazioni, né per le attività commerciali, né per quelle artigianali, ma neppure un'attenzione alla viabilità che ritroviamo oggi tragicamente peggiorata.
La Città si espande nei comuni contermini, ma non si è pensato al miglioramento delle infrastrutture, ai collegamenti sia pubblici che privati. Un esempio fra tanti: da Ponte a Bozzone o Pianella si arriva in città quasi esclusivamente con mezzi privati.
E il nostro elenco potrebbe continuare, tant'è palese l'insuccesso registrato dal PRG, così come le ipotesi dei nuovi programmi per la realizzazione del Piano Strutturale, a correzione degli sbagli del passato.
Le prime perplessità circa gli obiettivi del Piano si trovano, proprio, negli interventi del Sindaco che mettono in evidenza la volontà di contenimento degli edifici nel territorio del Comune, il proseguimento, quasi esclusivo, dell'edilizia convenzionata, perché il

recupero di volumi, in termini abitativi, di alcuni grossi contenitori che si trovano nella "città murata",enfatizzando un maggior ritorno alle locazioni in affitto,come forma di soddisfazione alla richiesta abitativa, sembrano escludere la possibilità di ampliamento dell'edilizia privata e con questa l'allargamento dei quartieri residenziali, la differenziazione delle tipologie abitative, l'espansione urbanistica.
Una frase della relazione evidenziata in grassetto sottolinea, peraltro nella sua "fumosità", questa filosofia: "la Città deve crescere ma non espandersi". Gli fa eco una dichiarazione del presidente della Lega coop di Siena, il Consigliere Comunale Navarri, che scrive "Abbattere il prezzo del mattone significa dequalificare il patrimonio" (da "La Nazione" dello scorso 26 febbraio).
La "fumosità", a nostro avviso, oltre il consentibile è una costante negli indirizzi generali del Piano, riscontrabile anche in tema di residenze universitarie, affrontato a livello di sterile elencazione teorica delle necessità culturali, completamente avulsa dalle esigenze della popolazione universitaria, ma anche di quella residente.
Ancora "fumosità" nell'affermare: "a Siena non esiste una periferia". Tutti concetti che provocano un errato approccio verso i veri problemi socio-culturali. Negando l'evidenza si rischia di creare dei postulati, sui quali non può che basarsi il fallimento di operazioni gestionali su questi impostate.
Al contrario crediamo che una periferia a Siena esista e che essa sia diffusa anche oltre i confini del Comune stesso, una periferia che in parte è adiacente la Città, ma in larga parte è sotto forma di "isole abitative". Per questo occorre prevedere strumenti urbanistici innovativi ed efficaci, sia per i collegamenti, sia per una migliore qualità della vita nel quartiere.
Molti degli interventi dei consiglieri della "Casa delle Libertà" hanno affrontato, cercando una maggiore sensibilità da parte del la maggioranza,il problema della riqualificazione dei quartieri, la manutenzione, la presenza, territoriale, dell'Amministrazione con l'istituzione della figura del vigile di quartiere e l'attuazione di una vera politica di decentramento.
Purtroppo lo spazio a disposizione su "La Balzana" non ci permette di soffermarci sui singoli aspetti e le proposte più operative, ma solamente analizzare le linee culturali del Piano ed a tale proposito notiamo come nella presentazione vi sia l'auspicio di grandi progetti condivisi da tutti. Ma come possono essere condivisi se hanno la peculiarità di essere monoculturali a seguito della rilevata necessità di incaricare solo chi appartiene ad una area politica ben definita?
Qui si inserisce uno strano principio: il diritto di scelta non condiviso sui tecnici che lavoreranno a scelte condivise. Evidente la contraddizione concettuale.
L'esperienza ci insegna che in realtà l'Amministrazione poco cerca la condivisione dei progetti; a tale proposito è recente la decisione della realizzazione del nuovo Stadio all'Isola d'Arbia. Ebbene, nonostante
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