Qualità delle architetture, salvaguardia, recupero, consumo minimo di territorio, studio ed elaborazione con le tecnologie più all'avanguardia per disegnare la città sostenibile del prossimo decennio.
È il Piano Strutturale, lo strumento urbanistico che delinea strategie di sviluppo e integrazione per la città e il territorio. Il Parco Urbano della Lizza, la nuova viabilità di Renaccio e Isola d'Arbia, l'asse viario tra viale Mazzini, viale Bracci e il Policlinico. E poi piazza Matteotti, il recupero dell'ex ospedale Sclavo e dell'ex ospedale psichiatrico, il Parco delle Mura, la nuova Usl. Sono i grandi progetti contenuti nella proposta che è stata approvata dal consiglio comunale martedì 11 febbraio e che ha dato il via al processo che arriverà alla stesura definitiva e all'approvazione. In questo modo completeremo la struttura di programmazione del nostro territorio affiancando questo strumento al Piano Regolatore del 1990. Le logiche con cui fu impostato lo strumento sono ancora oggi condivisibili. La legge regionale del 1995 prevede la separazione tra pianificazione strategica e operativa. Il Piano Regolatore dunque oggi si articola in Piano Strutturale, Regolamento Urbanistico e Programma Integrato degli interventi.
L'approvazione in consiglio ha avviato una fase di elaborazione che dovrà coinvolgere le circoscrizioni, i cittadini, le categorie a tutti i livelli, i sindacati. La previsione per l'avallo definitivo da parte del Consiglio Comunale si prevede per il 2005.
Salvaguardia e riqualificazione sono prioritari. Per la nuova edificazione occorre muoversi verso un miglioramento costante del disegno dei diversi elementi architettonici e urbani. È necessario in questo senso favorire progetti minimi a basso impatto ambientale anche per una manutenzione capillare che innalza il senso urbano. Qualità degli spazi, privilegiare le aree con funzioni miste, tendere alla riconversione degli spazi abbandonati sono poi i nostri grandi obiettivi.
Sarà compito del Piano Strutturale individuare nuove aree edificabili per un nuovo piano di edilizia economica e popolare. Sarà importante dare vita a nuove forme di edilizia economica in modo particolare per le giovani coppie, gli immigrati, le persone in difficoltà socio-economiche e tutte le fasce più deboli della società. In queste zone potremo indirizzare sia futuri finanziamenti pubblici sia privati tramite imprese o cooperative mirati comunque ad una edilizia di tipo convenzionato.

È opportuno, così come è stato per il piano Peep attualmente in esaurimento, proseguire con il minimo possibile consumo di territorio extraurbano. Recupero abitativo del centro storico e delle aree dismesse, portinerie sociali per gli anziani sono poi altre soluzioni specifiche per esigenze particolari.
Per quanto riguarda gli studenti universitari l'obiettivo è la ricettività di qualità con iniziative pubbliche o private. L'aumento dell'offerta di strutture è poi l'altra finalità, che non penalizza certo il possibile aumento nell'offerta di abitazioni nel centro storico. Una opportunità sono anche i residence per studenti.
Le realtà produttive presenti, importanti per il tessuto sociale di Siena, devono trovare possibilità di consolidamento qualitativo. Per questo dovranno essere considerate e applicate scelte urbanistiche finalizzate al l'individuazione di aree idonee. Non solo, dovremo realizzare anche infrastrutture sempre più adeguate.
Il nuovo Piano Strutturale si concentrerà su valutazioni che coinvolgono un'area più vasta rispetto all'ambito comunale. Questo è un elemento di grande novità.
L'obiettivo è quello di attribuire continuità urbana anche a siti che attualmente non sono legati fra loro. Le attività ludiche e produttive, ad esempio, dovranno rappresentare una attrattiva verso ambiti più vasti rispetto al luogo dove vengono realizzati. È chiaro che strade e servizi vanno resi omogenei a questo obiettivo e nel loro sviluppo devono contribuire all'evoluzione delle nuove aree urbane. Penso a luoghi come Coroncina, via Fiorentina, Due Ponti che hanno una caratterizzazione urbana, ma che sono attraversati da una viabilità che può vanificare questa stessa specificità.

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