L'ORATORIO - Comune di Siena

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L'ORATORIO

Oratorio-della-Contrada-della-Civetta

La chiesa di Contrada è detta ORATORIO. Ogni Contrada ha il proprio, spesso assai bello. L'officiatura dell'oratorio è affidata ad un sacerdote, che ha il titolo di CORRETTORE.

Le primitive residenze delle Contrade furono proprio le chiese. Nei sacri edifici erano celebrate le annuali ricorrenze liturgiche, venivano fatte le onoranze ai defunti, cantato il vespro... Inoltre, sull'esempio delle Compagnie Laicali e delle Corporazioni delle Arti, nelle chiese i contradaiolo si riunivano a consiglio per ascoltare la parola che il Priore rivolgeva loro dall'altare: una volta il sentimento religioso improntava ogni attività della Contrada. Alcune Contrade cominciarono ad avere una chiesa per sede fin dal secolo XV, ma la maggior parte di esse trovarono una sede stabile soltanto verso la fine del Settecento o nei primi anni dell'Ottocento. Quasi tutte le Contrade, prima di avere una propria sede, chiesero ospitalità ai parroci o ai confratelli di compagnie laicali. Per sdebitarsi dell'incomodo arrecato, le Contrade pagavano un canone annuo di affitto, consistente in alcune libbre di cera bianca, ed offrivano alla chiesa il ricavato dei premi vinti nel Campo. Con gli antichi bacili d'argento e con bei drappellone di damasco si facevano arredi e paramenti sacri, arricchendo gli oratori, ma disperdendo purtroppo anche preziose testimonianze paliesche. Talvolta, dalla stessa Compagnia ospitante, la Contrada riceveva un sussidio per partecipare la Palio. Ma non sempre i rapporti tra confratelli e contradaioli furono cordiali. Spesso l'accordo veniva rotto e la Contrada era costretta a trovarsi un altro oratorio. Finalmente nella seconda metà del Settecento una grande soppressione di conventi e di confraternite senesi, attuata dal granduca Pietro Leopoldo, consentì a quasi tutte le Contrade di sistemarsi in chiese abbandonate, divenendo custodi e spesso proprietarie di stupendi patrimoni d'arte sacra.