Storia del Museo - Comune di Siena

Vai ai contenuti principali
 
 
 
Comune di Siena
 

Storia del Museo

 LA STORIA DEL MUSEO CIVICO

 

E' consuetudine ormai  ritenere che i lavori per l'edificazione del Palazzo prendessero avvio all'indomani di una riunione tra i magistrati e i rappresentanti dei cittadini

Lupa

residenti nei Terzi, tenutasi nel luglio del 1297 allo scopo di concordare i modi e i tempi del lavoro. Ritenendo che vi fosse da parte dei proprietari delle case poste sui tratti della via di Città e della via Francigena, che tutt'oggi lambiscono il Campo, interesse ad intervenire sulle loro proprietà per adeguarle alla rinnovata qualità urbanistica del sito, il governo emanò precocissimamente norme edilizie rigorose, che prescrivevano l'obbligo di conferire alle altre case caratteristiche simili a quelle che erano state prescelte per il Palazzo Pubblico, in modo che nessun privato potesse azzardarsi a competere in grandiosità, eleganza e nemmeno originalità, con le ambiziose intenzioni dei Nove.

Non è noto il nome dell'architetto che sovrintese ai lavori. I documenti elencano una serie di nomi tutti pochissimo conosciuti. Il più citato risulta però tale Maestro Giovanni, qualificato come "miniatore e calligrafo". Preme sottolineare questa specie di paradosso che non è tale: infatti furono frequenti a Siena, non soltanto in questo periodo, grandi interpreti che si piegarono di buon grado a compiere imprese minute e pressochè, trascurabili, ma sempre con smagliante zelo, così come non mancarono personaggi ufficialmente modesti, pronti ad adempiere a doveri di altissimo impegno, per poi rientrare tranquillamente tra le pieghe di un quieto anonimato.

Nel 1304 la parte prospiciente il Campo era probabilmente già realizzata, tanto che si dovette decidere un "ampliamento" verso mezzogiorno, consistente nella sezione fondamentale che ospita, a scendere, la Loggia dei Nove, la Sala del Consiglio (o del Mappamondo), gli Uffici della Biccherna.
Attorno al 1308 il Palazzo era praticamente ultimato nelle forme che ancora oggi presenta, salvo l'ala sinistra, quella del Podestà, dove il cantiere della Torre del Mangia doveva poi andare avanti per altri quaranta anni.
La campana maggiore della Torre suonò per la prima volta, infatti, proprio in coincidenza della terrificante epidemia che doveva produrre a Siena guasti ben più devastanti che in qualsiasi altra città, decimando la popolazione e come congelando il nucleo urbano in una dimensione particolarissima, giunta pressochè intatta, per fortuna, fino ai nostri giorni.

Dopo la sua originale configurazione il Palazzo Pubblico ha subìto poche modifiche.Le più importanti furono quelle progettate da Carlo Fontana alla fine del '600.  L'architetto, collaboratore di Alessandro VII Chigi, realizzò le sopraelevazioni delle due ali laterali con la costruzione di ampi ambienti ai lati del salone del Capitano del Popolo e anche di una grande scala che doveva consentire di raggiungerli, razionalizzando anche i collegamenti interni, fino a quel momento molto precari, essendo affidati a ballatoi e salite in legno che sottolineavano la divisione del Palazzo in settori destinati a funzioni e ospiti diversi.

Anche alla fine dell'Ottocento furono effettuati importanti interventi di ripristino della facciata del Palazzo, in modo da restituirgli la sua immagine medioevale.
Il restauro era motivato anche dall'apertura delle sale monumentali alla visita dei forestieri che potevano finalmente godersi i cicli affrescati degli spazi finalmente liberati dagli uffici che li avevano occupati per secoli.

Con l'istituzione del Museo Civico, negli anni '30 di questo secolo, il Palazzo ha raggiunto un assetto che ancora oggi conserva.