Sala del Concistoro - Comune di Siena

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Comune di Siena
 

Sala del Concistoro

 

Giustizia -Seleuco da Locri

Seleuco da Locri

Fin dalla costruzione del Palazzo la sala venne adibita a sede delle riunioni del governo della Repubblica, funzione mantenuta fino all'istituzione del Comune moderno (1786). Si accede alla sala attraverso un bel portale quattrocentesco, attribuito al Rossellino e si può immediatamente godere una veduta d' insieme di uno dei capolavori del manierismo italiano, il ciclo delle Virtù pubbliche e dei relativi esempi desunti dalla storia greca e romana, dipinto da Domenico Beccafumi tra il 1529 e il 1535.

 Il soggetto della complessa figurazione costituisce il naturale sviluppo dei precedenti episodi del "Buon Governo" lorenzettiano e del ciclo degli "Uomini illustri" di Taddeo di Bartolo, a significare il costante richiamo dei senesi ad esempi che potessero orientare l'attività degli uomini che reggevano lo Stato.

Sull'ampia sommità della volta della sala sono elencate le tre virtù fondamentali del governo: L'Amor di Patria, la Giustizia, la Mutua Benevolenza o Concordia.

Sull'ampia cornice sottostante sono ritratti numerosi episodi desunti dalle opere di Valerio Massimo, che si riferiscono ad atteggiamenti di antichi governanti ispirati alle virtù predette.

 Si può ricordare, come esempio di amore di patria, la vicenda di Codro re di Atene che, avvisato dall' oracolo di poter vincere i nemici solo a costo della sua vita, non esita a immolarsi. E come esempio di giustizia l'episodio di Seleuco di Locri che, dovendo infliggere al figlio, reo di aver commesso uno stupro, la pena dell'accecamento, gli fa cavare solo un occhio, facendosene togliere uno per sè. O, infine, la riconciliazione pubblica di Emilio Lepido e Fulvio Flacco, acerrimi nemici fino al momento della comune elezione al ruolo di censori, quando la ragione di Stato dovrà prevalere sulle faccende private, come sublime esempio di concordia.

Al di là dei complessi contenuti del ciclo, esso presenta un respiro compositivo, tendente ad ottenere risultati di amplificazione dello spazio, e una brillantezza cromatica di eccezionale valenza .

Sopra il portale d'ingresso vi è una bella tela di Luca Giordano (1680 ca.) raffigurante "il Giudizio di Salomone", donata a Siena da una nobile famiglia emigrata a Napoli all' indomani della perdita dell' indipendenza della Repubblica senese.