L'Anticappella - Comune di Siena

Vai ai contenuti principali
 
 
 
Comune di Siena
 

L'Anticappella

Anticappella

Uomini Famosi - Taddeo di Bartolo

Venne anticamente usata come anticamera del Concistoro, ospitandone gli uffici. Proprio per queste funzioni, Taddeo di Bartolo venne incaricato nel 1415, di costruirvi un ciclo pittorico che partendo dalla raffigurazione delle Virtù necessarie al buon esercizio del potere (Giustizia, Magnanimità, Forza, Prudenza e Religione)  sotto le quali proponeva una galleria di personaggi che per le loro gesta e la loro storia  avevano contribuito alla formazione dell'Antica Roma, come Catone, Muzio Scevola, Scipione e altri.

Sull' arco di ingresso verso la Sala del Mappamondo, Taddeo raffigurò poi la Pianta della Roma del tempo, circondata ancora dai personaggi più imponenti della cultura antica. Il recupero della cultura classica operato in epoca illuministica aveva portato a Siena frutti importanti tanto che la città si ricostruì tramite le supposizioni di alcuni coraggiosi eruditi, una storia illustre quanto poco verosimile che affondava radici nella stessa origine della Città eterna, come testimoniato dalla scelta come simbolo della città della Lupa romana.

Sull' alzata della parte opposta all'ingresso vi è un monumentale San Cristoforo, sempre opera di Taddeo. La raffigurazione di questo Santo era consueta, specie nelle città meta di pellegrini, perchè la sua vista doveva conferire loro sicurezza e protezione.

Per questo, ma anche a causa della tradizione che lo voleva di proporzioni gigantesche, veniva in genere dipinto in grande formato, perchè, la sua vista fosse agevole anche ai più distratti. Nel nostro caso, probabilmente, la grandiosità della rappresentazione si deve anche a una specie di debito che il Comune pagava al Santo che aveva ospitato a lungo nella sua Chiesa, posta proprio al centro della città, attività e riunioni pubbliche, prima dell'edificazione del Palazzo Pubblico.

Nella vetrina sono custoditi alcuni arredi sacri utilizzati nel tempo per le cerimonie religiose che qui si svolgevano, la più importante delle quali è sicuramente la Rosa d'oro,opera di Simone da Firenze, capolavoro dell'oreficeria rinascimentale, donata dal Papa Pio II Piccolomini alla città nel 1458.