Enogastronomia - Comune di Siena

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Enogastronomia

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La visita a Siena non è completa senza l'assaggio della nostra gastronomia.

E' possibile gustarla al ristorante dove arrivano in tavola i pici fatti a mano, e le bistecche di carne chianina.Per lo shopping ci sono cacio pecorino,olio extravergine e salumi saporitissimi, soprattutto il prosciutto di cinta senese, il maiale medioevale che, ancora oggi, alleviamo nei boschi. Per i golosi ci sono panforte, ricciarelli e cavallucci appena usciti dal forno. Hanno un meraviglioso odore di spezie e vi raccontano la storia di una città antica, nobile e appassionata.

 

Tradizioni gastronomiche

La cucina senese nasce dal carattere e dalle abitudini della gente, sobria ed essenziale sposa sapori intensi e delicati e ricorda l’armonia ed i colori dei suoi paesaggi.

Dolci

Da sempre si è distinta per l’alta qualità dei suoi ingredienti (dall’olio extravergine di oliva alla carne), per i suoi sapori e le sue spezie (dal pepe nero all’aglio al dragoncello alla nepitella) e per la le lunghe cotture con le quali i piatti sono cucinati: basti pensare al bollire lento dei fagioli e dei legumi sulla fiamma che esalta in modo particolare il loro sapore. Una civiltà del mangiare che ha radici antiche: furono i senesi a portare a bordo delle galere di Federico II la carne ‘serbata’ per rifornire la cambusa; carne magra di suino trattata con molto pepe e aglio e fatta affumicare. Senesi erano alcuni cuochi scelti da Caterina de’ Medici, per cucinare alla corte di Francia, quando andò sposa al futuro re Enrico d’Orlèan.

Trattorie, enoteche e ristoranti tipici sono i luoghi dove oggi si assaggiano le antiche ricette che costituiscono un aspetto essenziale della cultura Senese, senza il quale è difficile capire ed apprezzare il raffinato paesaggio, la natura e l’arte di questo territorio.

Salumi

Negli ultimi anni grazie all’aiuto di alcuni allevatori chiantigiani è stata valorizzata la carne particolarmente saporita della Cinta Senese, un tempo diffusa sui colli del Chianti e sulla Montagnola, la collina a ovest di Siena, ed ora animale in via di estinzione. Già a partire dal medioevo si hanno chiare testimonianze dell’esistenza di questa particolare razza suina: il pittore Ambrogio Lorenzetti la rappresentò nel “Buon Governo”(1335-1340), l’affresco situato all’interno del Museo Civico di Siena e considerato un’importante e fedele testimonianza della vita della città. La Cinta si presenta come un maiale piccolo, dal corpo scuro diviso da una fascia bianco-rosata. Oggi, come nel Medioevo, è allevata in grandi recinti allo stato semibrado.

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I prodotti di Cinta sono i classici salumi senesi: salame, salsiccia aromatizzata all’aglio, finocchiona, lardo detto anche rigatino, prosciutto salato e capocollo.

Certamente non si può lasciare Siena senza aver assaggiato alcuni piatti storici della cucina senese come i crostini di milza, la zuppa di fagioli, le pappardelle con la lepre, l’arrosto morto di pollo o di piccione, la carne Chianina, una razza bovina pregiata tipica del senese, di cui è particolarmente saporita la bistecca. ricciarelli, panforte e cavallucci preparati con pasta di mandorle, spezie e canditi una volta tipicamente natalizi ed oggi venduti durante tutto l’anno. Passeggiando per le vie di Siena non mancano le occasioni per cedere alle tentazioni. Nei forni e nelle pasticcerie si possono acquistare dolci appena sfornati, preparati seguendo ricette antiche e tramandate da generazioni come il Pan coi Santi (solo a novembre) o la Schiacciata di Pasqua (solo a Pasqua).