Artigianato d'arte - Comune di Siena

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Artigianato d'arte

L’artigianato a Siena

Siena ed i suoi dintorni sono una vera “riserva” per l’arte e l’artigianato. Ancora oggi passeggiando per le vie della città si trovano antiche botteghe dove tessitrici, ceramisti, fabbri, pellettieri, scultori lavorano con la passione e la maestria di una volta, usando tecniche tramandate da generazioni.

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Questi piccoli laboratori si trovano soprattutto lungo l’arteria formata da Via Stalloreggi, Via di Città, Banchi di Sopra, Via Montanini e nelle diramazioni di Via della Sapienza e Banchi di Sotto. Ce ne sono poi nelle vie intorno al Duomo: Via dei Fusari e Via dei Pellegrini, e vicino alla Chiesa di San Francesco in Vicolo degli Orbachi.

Già all’inizio del primo millennio i senesi avevano scoperto le virtù delle loro colline ricche di creta, materiale adatto per forgiare figure e vasellami. Secondo documenti conservati negli archivi storici, nel 1098 si era già formata una corporazione di artigiani che lavoravano la terracotta, e nel Trecento a Siena era ormai fiorente il mercato degli oggetti in cotto e maiolica. La cottura della terra non è semplice e richiede l’osservanza di regole particolari. Il cotto degli artigiani ha regalato a Siena le tonalità rosse e calde dei palazzi e delle piazze. Oggi le vecchie fornaci restaurate continuano a lavorare insieme ai nuovi e modernissimi forni, tenendo viva la tradizione degli oggetti in ceramica come: brocche, portavasi, lumi, portacenere decorati con colori caldi e dorati delle colline senesi oppure dipinti con i colori della città: bianco e nero.

Assolutamente tipiche e caratteristiche di Siena sono le Campane di Santa Lucia: scacciaguai in terra cotta dipinta a mano con i colori delle contrade. Per tradizione vengono comprate in Pian dei Mantellini per Santa Lucia, una festa tutta senese celebrata il 13 dicembre, e donate ai bambini perché si allontanino da loro i demoni dell’inverno. Nei laboratori artigiani è possibile vedere la loro realizzazione e anche farle dipingere su ordinazione. Nella città del Palio anche l’artigianato è, in parte, legato alla grande festa, che i senesi celebrano non solo il 2 luglio ed il 16 agosto, ma tutto l’anno.

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Oltre alle campane di Santa Lucia altri oggetti ispirati al Palio sono i Barberi: antico gioco dei bambini senesi per il quale si usano palline dipinte con i colori delle contrade. Sembra strano credere che nell’era dei giochi elettronici i bambini senesi si divertano ancora oggi con semplici oggetti di legno che rievocano non solo un antico gioco, ma le passioni e la storia di un popolo. Questo contrasto tra vecchio e nuovo, tradizione e innovazione si legge anche nella maestria con la quale le donne delle contrade ricamano e restaurano le bandiere. E’ tradizione, infatti, che, durante l’anno, ragazze giovani e anziane signore si riuniscono nella propria contrada per risistemare le vecchie bandiere. Un’arte antica che si apprende solo guardando e che, oggi, si svolge anche in alcuni laboratori della città dove è possibile acquistare bandiere in seta ricamate, piccoli capolavori di grande valore artistico, simboli della Festa.

In alcuni atelier si esegue un ricamo molto particolare su oggetti di arredamento come lumi, arazzi, cuscini. I disegni sono, infatti, frutto di attente e lunghe ricerche effettuate su Biccherne (copertine di registri contabili del Comune di Siena), codici miniati, affreschi, volte, pitture rinascimentali.

Altro materiale tipico della città è il marmo giallo. Questa pregiatissima risorsa del sottosuolo senese, viene lavorata da pochi artigiani con grande maestria. Le cave di marmo giallo sono esaurite da tempo ed oggi se ne possono trovare solo pochi frammenti. Di gran moda sono le mattonelle di graniglia con piccoli pezzi di marmo giallo. In città è possibile acquistare oggetti di arredamento lavorati a mano.

Continuando a camminare e curiosare per gli stretti vicoli della città, sono ancora molti gli artigiani da scoprire: i laboratori tessili dove lane colorate con tinte naturali sono lavorate al telaio come cinquecento anni fa, per realizzare un tessuto irregolare di gran pregio .C’è poi la bottega del fabbro dove si “batte” il ferro con tecniche e strumenti antichi. La forgiatura ad esempio viene fatta scaldando il ferro sulla fucina, fino a che non diviene incandescente, a questo punto è pronto per essere modellato con il martello sull’incudine. Il rame viene invece lavorato mediante lo sbalzo con i bulini (piccoli scalpelli di acciaio); molto richiesti sono gli stemmi delle contrade in rilievo.

Ci sono inoltre le botteghe d’arte dove operano artigiani capaci di riprodurre opere pittoriche di famosi artisti senesi vissuti tra il 1200 e il 1500 con tecniche originali; fino a non molto tempo fa questi dipinti erano considerati ‘falsi’, oggi hanno ricevuto il giusto riconoscimento. Una tecnica ancora usata da alcuni di questi artigiani – artisti, è quella a tempera ad uovo, che viene realizzata così come Cennino Cennini la descrive nel suo “Libro dell’arte” del 1350: le terre naturali vengono stemperate in ugual misura con un rosso d’uovo, un cucchiaino di aceto e uno di acqua, poi vengono stese su tavole di legno preparate con sfondo a foglia d’oro zecchino. Con questo antico metodo i colori durano per anni. Interessante è anche sapere come venivano realizzati alcuni colori utilizzati dai pittori nel Medioevo: l’azzurro oltremarino si otteneva macinando la pietra di lapislazzuli, il bianco d’ossa con le ossa di animale, il rosso era ricavato dalla resina di una palma e detto sangue di drago.

Numerosi sono i laboratori dove abili orafi sbalzano e cesellano oro e argento.

LEGNO

Mantenere in vita questi antichi mestieri oggi non è facile e solo coloro che amano Siena, le sue tradizioni e la sua arte riescono a cogliere questa sfida con successo.